Si chiude ufficialmente la partita per il rinnovo del contratto del comparto Funzioni Locali e dell’area dirigenti 2022-2024 con due nuovi CCNL ora in vigore. Gli effetti del nuovo contratto andranno direttamente nelle buste paga di marzo, arricchite dagli aumenti a regime e dai primi arretrati.
>> CCNL Comparto Funzioni Locali Triennio 2022-2024.
>> Sottoscritto il CCNL dell’Area Funzioni Locali triennio 2022-2024.
Indice
CCNL del comparto Funzioni Locali triennio 2022-2024
Si chiude ufficialmente la partita per il rinnovo del contratto del comparto Funzioni Locali. L’ARAN e le sigle sindacali firmatarie hanno siglato l’accordo definitivo per il triennio 2022-2024. Il provvedimento sblocca risorse attese da oltre 400mila dipendenti di Comuni, Province e Regioni, introducendo novità che puntano a ridisegnare l’organizzazione del lavoro pubblico in chiave post-pandemica.
Il cuore del rinnovo è l’adeguamento salariale. L’intesa prevede un incremento medio mensile di 136,76 euro lordi (per 13 mensilità), che sale a circa 140 euro includendo lo 0,22% destinato al trattamento accessorio.
Un passaggio tecnico fondamentale per i bilanci degli Enti è il parziale conglobamento di quote dell’indennità di comparto nello stipendio tabellare, con decorrenza retroattiva al 1° gennaio 2026. Per quanto riguarda gli arretrati, la firma rende immediatamente esigibili le somme maturate. Tuttavia, occorre fare chiarezza: una parte degli arretrati relativi al 2022-2023 è già stata erogata sotto forma di Indennità di Vacanza Contrattuale (IVC) maggiorata, come previsto dalle precedenti norme di bilancio.
L’aspetto più innovativo riguarda la gestione del tempo. Il nuovo CCNL introduce, in via sperimentale e volontaria, la possibilità di articolare le 36 ore settimanali su quattro giorni anziché cinque o sei.
Accanto alla settimana corta, il contratto recepisce istanze di welfare moderno tra smart working, diritto alla disconnessione e la formazione come orario di lavoro effettivo.
Sul fronte dell’ordinamento professionale, il contratto proroga al 31 dicembre 2026 la possibilità di effettuare progressioni verticali in deroga (tra le aree). Per le Elevate Qualificazioni (EQ), il tetto massimo della retribuzione di posizione sale da 18mila a 22mila euro.
Misure specifiche riguardano la Polizia Locale, con la possibilità per le EQ di cumulare incentivi derivanti dai proventi del Codice della Strada e indennità di ordine pubblico, risolvendo alcune storiche criticità interpretative.
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Il parere dei sindacati sul CCNL del comparto Funzioni Locali
La firma arriva al termine di un confronto acceso che ha visto una netta spaccatura tra le confederazioni.
Per Roberto Chierchia (CISL FP) e Rita Longobardi (UIL FPL), si tratta di una scelta di “responsabilità e concretezza”. La firma non solo sblocca i pagamenti, ma è la condizione necessaria per aprire immediatamente il tavolo per il triennio 2025-2027, con l’obiettivo di recuperare ulteriore potere d’acquisto (puntando a un incremento complessivo dell’11,18%).
La FP CGIL ha scelto di non sottoscrivere il contratto. Secondo la sigla, il rinnovo copre meno del 6% di fronte a un’inflazione del 16% registrata nel triennio, traducendosi in una perdita reale di 10 punti percentuali per le tasche dei lavoratori.
CCNL 2022-2024: iter e competenze della contrattazione decentrata
12 Mar 2026 ore 9.00 – 10.00
109.80 €
CCNL Dirigenza 2022-2024
Arriva il sigillo definitivo anche sul CCNL dell’Area Funzioni Locali 2022-2024. Si chiude ufficialmente la partita contrattuale per circa 13mila figure apicali della Pubblica Amministrazione: 5.500 dirigenti degli Enti territoriali, 5.200 dirigenti professionali, tecnici e amministrativi (Pta) e 2.300 segretari comunali e provinciali.
Il piatto forte dell’accordo è l’incremento retributivo medio mensile di 444 euro lordi per tredici mensilità. La scelta strategica delle parti sociali è stata quella di blindare la componente stabile del trattamento economico: oltre il 70% delle risorse è destinato alle voci fisse. «Un segnale di attenzione che produce effetti positivi anche sui futuri trattamenti previdenziali», sottolineano dalla UIL FPL. Per quanto riguarda la tempistica, l’obiettivo è ambizioso ma concreto: le Amministrazioni sono chiamate a liquidare aumenti e arretrati (calcolati al netto dell’IVC già percepita) già nella mensilità di aprile 2026.
Il contratto affronta nodi storici per le categorie coinvolte:
– Segretari Comunali: Viene finalmente realizzato l’allineamento ai tetti retributivi, superando le criticità dei precedenti rinnovi. Un tavolo tecnico ad hoc ridisegnerà a breve le fasce professionali e i criteri di avanzamento;
– Dirigenti Sanità (PTA): È prevista l’istituzione di un fondo dedicato per colmare i gap retributivi ancora esistenti, garantendo una maggiore equità tra le diverse dirigenze che operano nel SSN.
Sul fronte normativo, il CCNL introduce tutele avanzate che allineano la dirigenza agli standard del comparto tra patrocinio legale, flessibilità e caregiving e formazione.
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Il parere dei sindacati sul CCNL dirigenti
La soddisfazione delle sigle firmatarie è legata soprattutto al metodo e ai tempi.
Per Roberto Chierchia (CISL FP), la rapidità del negoziato – concluso a soli 19 mesi dal precedente – dimostra la volontà di imprimere continuità alla stagione contrattuale.
Rita Longobardi (Segretaria Generale UIL FPL) rimarca come questo accordo rappresenti «una nuova stagione fondata su programmazione e tempi certi», aprendo la strada all’avvio immediato del rinnovo per il triennio 2025-2027, con risorse già stanziate per ridurre ulteriormente la forbice retributiva con la dirigenza centrale.
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