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Pubblico impiego, ecco l’adeguamento retributivo: 6 miliardi per i nuovi contratti

Commento alla deliberazione della Corte dei conti, Sez. reg. di controllo per la Lombardia, n. 85/2020

Nel nuovo Rapporto semestrale dell’ARAN sulle retribuzioni dei pubblici dipendenti, viene presentato il quadro delle risorse disponibili per la nuova stagione contrattuale 2019-2021, a partire dagli stanziamenti per le amministrazioni statali definiti nelle leggi di bilancio per il 2019 e per il 2020.

L’adeguamento retributivo

Si tratta di un documento finora rimasto confinato alle scrivanie degli addetti ai lavori, ma che oggi arriva al centro del dibattito sul pubblico impiego per lo sforzo di comunicazione messo in campo dal nuovo presidente Antonio Naddeo anche con gli aggiornamenti puntuali sullo sviluppo dei diversi tavoli negoziali.
Il Rapporto evidenzia in circa 6 miliardi di euro le disponibilità finanziarie complessive a regime su tutta la PA che renderanno possibile un adeguamento retributivo del 3,7% ed aumenti medi – sempre per l’intera PA – di circa 100 euro mese per 13 mesi. Viene altresì precisato che tali risorse riguardano sia le “amministrazioni statali” che le “non statali” e si riferiscono agli aumenti retributivi di tutti i lavoratori pubblici (sia “contrattualizzati”, i cui contratti collettivi sono rinnovati dall’ARAN, che “in regime di diritto pubblico”). Il rapporto presenta anche il raffronto con l’inflazione (IPCA netto energetici) prevista dall’ISTAT per il triennio 2019-2021, che presenta un valore cumulato sul triennio di circa il 3%. Sempre in tema di dinamica inflattiva, si offre un quadro degli scostamenti rilevati nel passato tra inflazione prevista ed inflazione effettivamente realizzata.

Le retribuzioni contrattuali mensili

Soffermandosi sul metodo seguito per definire lo stanziamento delle risorse, il Rapporto rileva altresì che non è al momento presente, per il pubblico impiego, un accordo generale che definisca le grandezze macroeconomiche cui ancorare gli adeguamenti retributivi, sul tipo dell’accordo confederale del 2009, che stabiliva un collegamento tra aumenti delle retribuzioni e dinamica inflattiva (previsione dell’IPCA netto energetici).
L’ultima sezione, come di consueto, è dedicata alle retribuzioni contrattuali mensili (cioè le componenti fisse della retribuzione, la cui dinamica risente in modo diretto degli incrementi definiti a livello di contratto nazionale) e pone a confronto i valori registrati nella pubblica amministrazione rispetto a quelli del settore privato, desunti dai dati ISTAT dei primi nove mesi del 2019.

>> IL RAPPORTO ARAN.

>> LEGGI ANCHE Retribuzioni contrattuali: i dati dell’ultimo trimestre 2019.

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