Il parere dell’ARAN n. 37481 interviene sul nuovo art. 41, comma 3 bis, del CCNL 2022-2024 del Comparto Funzioni Locali, distinguendo i presupposti del buono pasto tra lavoro agile e lavoro da remoto.
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Il caso
All’ARAN è stato chiesto di chiarire quali siano le condizioni che legittimano la maturazione del buono pasto quando la prestazione è resa in lavoro agile e in lavoro da remoto, e in particolare se sia necessario rilevare la pausa.
Il quesito si colloca nel nuovo quadro definito dal CCNL 2022-2024 del Comparto Funzioni Locali, sottoscritto il 23 febbraio 2026, che per la prima volta disciplina espressamente il buono pasto nella modalità agile.
La pronuncia
L’ARAN richiama l’art. 41, comma 3 bis, del CCNL 2022-2024, secondo cui, ai fini dell’erogazione del buono pasto, le ore di lavoro convenzionali della giornata resa in modalità agile sono pari alle ore ordinarie che il dipendente avrebbe svolto se avesse lavorato in presenza.
Poiché il lavoro agile, per definizione, non comporta la misurazione della durata della prestazione, la norma introduce un automatismo: equipara convenzionalmente la durata della giornata agile a quella che sarebbe stata resa in presenza, così da definire la durata teorica della giornata e la conseguente erogazione del buono pasto.
Di qui la distinzione centrale: nel lavoro agile, non essendo prevista la misurazione dell’orario, non può essere richiesto alcun rilevamento della pausa ai fini del buono pasto. Nel lavoro da remoto, invece, trattandosi di una modalità assoggettata alle stesse regole del lavoro in presenza quanto a orario e pause, è necessario rilevare la pausa con gli strumenti e le modalità previste dall’Amministrazione.
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Le ricadute pratiche
Le Amministrazioni del Comparto Funzioni Locali devono distinguere nettamente le due modalità nella gestione del buono pasto: per il lavoro agile l’erogazione segue l’automatismo convenzionale, senza obbligo di tracciare la pausa; per il lavoro da remoto restano applicabili tutte le regole sull’orario, inclusa la rilevazione della pausa.
Sul piano operativo, ciò impone di adeguare sistemi di rilevazione e disciplinare interno, evitando di estendere al lavoro agile obblighi di rilevamento della pausa che la disciplina contrattuale non prevede.
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