L’Aran ha annunciato, con nota del 17 giugno 2026, la sottoscrizione dell’Ipotesi di Contratto Collettivo Nazionale Quadro siglata il 16 giugno 2026. L’accordo proroga al 31 dicembre 2030 il termine entro cui i dipendenti pubblici in regime di trattamento di fine servizio (TFS) possono optare per il trattamento di fine rapporto (TFR), continuando così ad aderire alla previdenza complementare.
>> Scarica l’Ipotesi di Contratto Collettivo Nazionale Quadro.
Il quadro normativo e l’accordo del 16 giugno
L’Ipotesi interviene sull’art. 2, comma 3, dell’Accordo quadro nazionale (AQN) del 29 luglio 1999, dedicato a TFR e previdenza complementare per i dipendenti pubblici. Quel termine, già differito al 31 dicembre 2025 dal CCNQ del 3 agosto 2021, viene ora spostato al 31 dicembre 2030. Il testo è stato sottoscritto dall’Aran, rappresentata dal presidente Antonio Naddeo, e dalle confederazioni sindacali rappresentative.
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Cosa cambia per i dipendenti in regime di TFS
La proroga consente ai dipendenti dei comparti e delle aree in regime di TFS di esercitare l’opzione per il TFR entro la nuova scadenza. Si tratta del presupposto per aderire ai fondi di previdenza complementare: senza il passaggio al TFR, l’iscrizione resterebbe preclusa. Gli effetti dell’accordo decorrono dal 1° gennaio 2026, così da coprire anche l’intervallo tra tale data e l’effettiva entrata in vigore del contratto.
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