Graduatorie concorsuali e scorrimento, il TAR definisce gli obblighi della PA

La sentenza del TAR Lombardia, Milano (Sez. III), 12 marzo 2026, n. 1202 affronta il rapporto tra scorrimento delle graduatorie e indizione di nuovi concorsi

17 Marzo 2026
Modifica zoom
100%

La sentenza del TAR Lombardia, Milano (Sez. III), 12 marzo 2026, n. 1202 affronta il rapporto tra scorrimento delle graduatorie e indizione di nuovi concorsi.

Il caso nasce dal ricorso di una candidata utilmente collocata in graduatoria, che contestava la scelta del Comune di non procedere allo scorrimento per coprire posti vacanti, preferendo invece attivare procedure di mobilità o indire nuovi concorsi. La graduatoria era ancora valida, e ciò ha reso la vicenda particolarmente significativa per chiarire se, in tali situazioni, l’Amministrazione sia vincolata a privilegiare lo scorrimento o debba fornire una motivazione rafforzata per discostarsene.

Leggi anche:
Lo scorrimento delle graduatorie per le assunzioni a cura di A. Bianco.

Indice

Stop alla “preferenza” per lo scorrimento: cambia il quadro normativo

Il TAR ha respinto il ricorso, segnando un punto di svolta nell’interpretazione della disciplina. Il Collegio ha valorizzato la recente norma (art. 4 del d.l. n. 25/2025), che qualifica il concorso pubblico come strumento ordinario e prioritario di reclutamento.

Questa previsione incide direttamente sull’assetto precedente, in cui la giurisprudenza tendeva a favorire lo scorrimento delle graduatorie e richiedeva una motivazione particolarmente rigorosa per optare per un nuovo concorso. Oggi, invece, la scelta amministrativa si muove in un quadro rovesciato: non esiste più una preferenza per lo scorrimento, né un obbligo di motivazione rafforzata per non utilizzarlo.

Il TAR chiarisce inoltre che gli idonei non vantano un diritto soggettivo all’assunzione, ma soltanto una mera aspettativa. L’Amministrazione può quindi modulare le proprie decisioni in funzione delle esigenze organizzative, anche quando la graduatoria è ancora efficace.

CORSO DI FORMAZIONE

I concorsi pubblici nelle nuove normative fino alla Legge di Bilancio 2026

05 Mag 2026  ore 9.00 – 13.00 

305.00 €

Implicazioni operative

Le ricadute pratiche sono rilevanti. Per le Amministrazioni, la sentenza amplia i margini di discrezionalità nella programmazione del fabbisogno di personale: sarà possibile privilegiare concorsi o mobilità senza dover sostenere un onere motivazionale particolarmente gravoso, purché la scelta sia coerente con le esigenze organizzative.

Per i candidati idonei, invece, si riduce la possibilità di far valere pretese assunzionali fondate sullo scorrimento. La posizione resta tutelata solo nei limiti della legittimità dell’azione amministrativa, ma non si traduce in un diritto all’assunzione.

A proposito di concorsi e graduatorie

Leggi anche:

La Corte della Cassazione (Sez. Civile, Lavoro) con sentenza n. 19849 del 17 luglio 2025 specifica i diritti delle persone con disabilità allo scorrere della graduatoria concorsuale
>> Cassazione sullo scorrimento delle graduatorie: nuove assunzioni = obbligo di quota riservata

La sentenza del Consiglio di Stato (Sez. IV), 19 gennaio 2026, n. 397 specifica che il limite anagrafico può essere ammesso solo se strettamente collegato alla natura effettiva del servizio e alle capacità richieste
>> Considerati illegittimi i limiti di età nei concorsi pubblici, il Consiglio di Stato: è discriminazione

Scrivi un commento

Accedi per poter inserire un commento