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Costi degli eletti e dei vertici delle PA: Berlusconi annuncia l’istituzione della Commissione Giovannini

Il Presidente del Consiglio Silvio Berlusconi ha annunciato di aver firmato questa mattina (3 agosto n.d.r.) il decreto di istituzione della Commissione governativa che provvederà a raccogliere e fornire le informazioni necessarie a livellare – rispetto al livello medio dei sei principali Paesi dell’area euro – le retribuzioni dei titolari di cariche elettive e delle figure apicali delle amministrazioni pubbliche. La Commissione è  presieduta dal presidente dell’Istat Giovannini, è presieduta dal Presidente dell’ISTAT ed è composta da un rappresentante di Eurostat e da altri 3 esperti di chiara fama, rinnovati ogni 4 anni. Non prevede alcun compenso per i propri componenti e opererà nel rispetto della massima trasparenza, assicurando la pubblicità della metodologia di calcolo, dei risultati e dei pareri. Entro il 1 luglio di ogni anno (quest’anno entro il 31 dicembre), la Commissione Giovannini provvederà alla ricognizione e all’individuazione della media ponderata rispetto al PIL dei trattamenti economici percepiti annualmente dai titolari di omologhe cariche e incarichi nei sei principali Stati dell’Area Euro.

Il DPCM approvato individua due ambiti di applicazione. Il primo riguarda le cariche elettive e coinvolge 945 parlamentari (315 senatori e 630 deputati) e 124.893 tra presidenti delle regioni e delle province, sindaci e consiglieri regionali, provinciali e comunali. Il secondo riguarda invece i titolari di incarichi di vertice delle amministrazioni e i componenti degli organismi, enti e istituzioni: la Corte costituzionale, gli Organi di autogoverno della magistratura (ordinaria, amministrativa, contabile, tributaria e militare), il CNEL, CiVIT, DigitPA, l’ARAN, l’Agenzia per la diffusione delle tecnologie per l’innovazione, l’Autorità amministrative indipendenti (compresa l’Autorità garante della concorrenza e del mercato), la CONSOB e le Agenzie governative (ad esclusione della sola Banca d’Italia).

Le disposizioni generali in materia di riduzione dei costi della politica – che saranno pienamente operative a partire dal 1 gennaio 2012 – troveranno applicazione anche alle Regioni ordinarie o a statuto speciale, nei limiti e nel rispetto dell’autonomia riconosciuta dalla Costituzione. In particolare, le Regioni a statuto ordinario provvederanno ad armonizzare i propri ordinamenti entro 60 giorni dall’entrata in vigore della manovra, mentre quelle a statuto speciale adegueranno la propria legislazione secondo le norme dei rispettivi statuti. La nuova disciplina si applica a decorrere dalle prossime elezioni, nomine o rinnovi e, comunque, per i compensi, le retribuzioni e le indennità che non siano stati ancora determinati alla data di entrata in vigore del presente decreto.

(FONTE: funzionepubblica)

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