Nel 2026 cambiano le regole per il portafoglio delle famiglie: l’Agenzia delle Entrate chiarisce come calcolare correttamente il bonus in busta paga per chi ha lavorato solo parte dell’anno, mentre l’INPS vara il nuovo ISEE. Più franchigie sulla casa e vantaggi per i figli: scopriamo come massimizzare i benefici.
Il calcolo dei “giorni di lavoro” e il reddito teorico
L’agevolazione per i lavoratori dipendenti con reddito complessivo entro i 20mila euro introdotta dalla Legge di Bilancio 2025 è una somma erogata direttamente in busta paga, che non concorre alla formazione del reddito imponibile. L’importo è calcolato applicando una percentuale variabile (dal 4,8% al 7,1%) al reddito percepito, basandosi sulla fascia di appartenenza. Tuttavia, per i lavoratori che non hanno prestato servizio per l’intero anno, sorgeva il dubbio su come determinare correttamente la quota spettante, un dubbio che l’Agenzia delle Entrate, nella risposta ad interpello n. 7, ha contribuito a chiarire.
Per chi ha lavorato solo una parte dell’anno, il beneficio (variabile tra il 4,8% e il 7,1%) ai fini del calcolo della ”retribuzione teorica annuale” va calcolato sulla base dei giorni per i quali il dipendente ha effettivamente percepito una retribuzione. Per determinare la retribuzione teorica, bisogna dividere il reddito percepito solo per i giorni effettivamente retribuiti. Vanno quindi esclusi dal conteggio i periodi di aspettativa senza assegni o permessi non retribuiti. Se nell’anno non risultano giorni lavorati, l’agevolazione non spetta, anche in presenza di arretrati contrattuali. Resta fermo che, in presenza di più redditi di lavoro dipendente, nel calcolare il numero dei giorni per i quali dividere il reddito percepito nell’anno ai fini del calcolo
del reddito annuale teorico, i giorni compresi in periodi contemporanei devono essere computati una sola volta.
>> LEGGI INTEGRALMENTE LA RISPOSTA DELL’AGENZIA DELLE ENTRATE.
ISEE 2026: franchigie più alte e vantaggi per le famiglie
Parallelamente alle novità fiscali, dal 1° gennaio 2026 entra in vigore un nuovo calcolo ISEE più favorevole, come precisato dall’INPS con il Messaggio n. 102/2026. La riforma punta a sostenere le famiglie con figli e chi risiede nelle grandi città attraverso:
- Franchigie sulla casa: Il valore esente dell’abitazione principale sale a 91.500 euro, arrivando a 120mila euro nei Comuni capoluogo delle città metropolitane;
- Coefficienti familiari: Maggiori detrazioni per ogni figlio convivente successivo al primo (+2.500 euro) e scala di equivalenza più generosa per i nuclei numerosi;
- Patrimonio mobiliare: Resta confermata l’esclusione di Titoli di Stato e buoni fruttiferi e libretti di risparmio postali dal patrimonio mobiliare fino a 50mila euro complessivi.
Procedure automatiche e impatto sulle prestazioni
La gestione di queste novità sarà semplificata per i cittadini. L’INPS ha già aggiornato i propri sistemi: le domande di prestazione inizialmente respinte con i vecchi criteri verranno riesaminate automaticamente con il nuovo ISEE, senza nuovi adempimenti.
Le nuove soglie impatteranno direttamente su misure cruciali come l’Assegno Unico, il Bonus Nido e l’Assegno di Inclusione (ADI). Per l’Assegno Unico, la continuità è garantita: i pagamenti di gennaio e febbraio 2026 avverranno sulla base dell’ISEE 2025, per poi allinearsi ai nuovi valori più vantaggiosi da marzo.
PER APPROFONDIRE:
– Conguaglio INPS 2025: guida alle operazioni di fine anno per datori di lavoro e professionisti;
– Le nuove scadenze INPS per la gestione dipendenti pubblici dopo il Milleproroghe;
– Visite di controllo: l’INPS accelera sulla digitalizzazione con la PDND.
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