Revoca di bando di concorso pubblico: necessità di motivazione adeguata e valutazione ponderata delle ragioni di autotutela

17 Aprile 2024
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Se un’amministrazione comunale decide di revocare un bando di concorso pubblico, questa decisione deve essere adeguatamente motivata. Tale motivazione deve essere analitica e non generica, specialmente se si basa su esigenze finanziarie, e deve tener conto dei pareri negativi dei responsabili del servizio finanziario, se presenti. Inoltre, quando si esercita il potere di autotutela a distanza di tempo dall’emanazione dell’atto revocato, è richiesta una valutazione ponderata delle ragioni che giustificano tale azione. La mancanza di una motivazione adeguata può rendere la decisione di revoca meramente apparente e soggetta a essere annullata in sede giurisdizionale. È quanto ha affermato il Consiglio di Stato, Sezione IV, con la sentenza 21 marzo 2024, n. 2781.

La vicenda

Il caso trattato in questa sentenza riguarda la revoca da parte di un Comune di un bando di concorso pubblico per un posto di lavoro a tempo indeterminato e parziale per un istruttore tecnico-direttivo. Il signor A.P., che aveva lavorato per oltre quattordici anni con contratti a tempo determinato, ha impugnato la delibera di revoca della giunta comunale, sostenendo che non era stata adeguatamente motivata e che non erano state considerate le sue legittime aspettative di partecipare alla procedura concorsuale di stabilizzazione. Il Tribunale amministrativo regionale ha accolto il ricorso del signor A.P. affermando che la revoca non era stata motivata in modo sufficiente e che non erano state valutate adeguatamente le ragioni dell’autotutela.

Conclusioni

Il Consiglio di Stato, respingendo l’appello del Comune, conferma la decisione del Tribunale amministrativo regionale che ha accolto il ricorso del signor A.P., annullando la delibera di revoca del bando di concorso pubblico.

Redazione Il Personale

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