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Le indicazioni 2021 delle Sezioni di controllo della Corte dei conti

Approfondimento di Carlo Dell'Erba

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Le Amministrazioni non possono distinguere le procedure di selezione per il conferimento di incarichi di collaborazione sulla base dell’ammontare delle stesse; le assunzioni di responsabili ex articolo 110, comma 1, d.lgs. n. 267/2000 per la copertura di posti vacanti in dotazione organica possono essere effettuate nel tetto del 20% del personale in servizio a tempo indeterminato: il coordinatore della sicurezza può essere remunerato solamente se tale attività è svolta come direttore dei lavori o come collaboratore dello stesso. Sono queste le indicazioni dettate da pareri resi dalle sezioni di controllo della Corte dei conti, rispettivamente della Lombardia, dell’Abruzzo e dell’Emilia-Romagna, nel corso del corrente anno.

Gli incarichi di collaborazione

Le amministrazioni non possono e non devono dare corso a procedure differenziate in relazione all’importo dell’incarico di collaborazione che si vuole conferire. È quanto afferma la deliberazione della sezione regionale di controllo della Corte dei conti della Lombardia n. 3/2021. Tali indicazioni sono contenute nell’ambito del parere espresso sul regolamento con cui un Comune vuole disciplinare il conferimento di questi incarichi.
Il ricorso agli incarichi di collaborazione coordinata e continuativa è vietato alle pubbliche amministrazioni, per come previsto dall’articolo 7, comma 5 bis, del d.lgs. n. 165/2001.
Ci viene detto che “a differenza di quanto avviene per gli appalti pubblici, le modalità di affidamento dell’incarico professionale non mutano in ragione dell’importo dell’incarico da conferire, ma devono essere sempre conformi alle regole di pubblicità, trasparenza e parità di trattamento nell’assegnazione” dello stesso. Occorre comunque dare corso alla utilizzazione di una “procedura pubblica comparativa” e si deve “escludere che, con riferimento agli incarichi di importo più contenuto, il comune possa limitarsi, in assenza di alcun riferimento alla doverosa pubblicizzazione della selezione ed alla garanzia della parità di accesso degli interessati a ricorrere ad apposita selezione comparativa”.
Leggiamo inoltre che le amministrazioni devono garantire una adeguata pubblicità, anche sui criteri di scelta, tramite il sito. Ed ancora, le uniche deroghe al principio concorsuale possono essere previste se: le relative procedure sono “andate deserte”, per la “unicità della prestazione sotto il profilo soggettivo”, per la “assoluta urgenza determinata dalla imprevedibile necessità della consulenza in relazione ad un termine prefissato o ad un evento eccezionale”.
Viene infine ricordata la permanenza della disposizione che impone la comunicazione alla sezione di controllo della Corte dei Conti del conferimento

Il tetto alle assunzioni ex articolo 110 per responsabili

In assenza di un tetto specifico, le assunzioni di responsabili ex articolo 110, comma 1, del d.lgs. n. 267/2000 possono essere effettuate nel tetto massimo del 20% del personale in servizio a tempo indeterminato, cioè entro il tetto stabilito per le assunzioni a tempo determinato. È quanto è contenuto nella deliberazione della sezione regionale di controllo della Corte dei conti dell’Abruzzo n. 5/2021. Ricordiamo che nella stessa direzione si era già espressa la deliberazione della sezione regionale di controllo della Corte dei conti del Lazio n. 85/2018. Si può considerare come consolidata questa lettura interpretativa
Leggiamo testualmente: “la definizione in concreto dei limiti assunzionali in esame (nda responsabili a tempo determinato ex articolo 110 del d.lgs. n. 267/2000) è rimessa alle valutazioni generali dell’Ente chiamato a gestire il fabbisogno di personale a tempo determinato in sede regolamentare complessivamente considerato nei limiti previsti dall’articolo 23, comma 1,del d.lgs. n. 81/2015, pari al 20% del personale a tempo indeterminato e ciò in quanto la previsione del limite del 30% della dotazione organica prevista dall’articolo 110 comma 1 del TUEL vale esclusivamente per le qualifiche dirigenziali. Da ciò discende che per gli incarichi di contratto non dirigenziali, in assenza di una norma derogatoria ai principi generali si applica l’articolo 23, comma 1, del d.lgs. n. 81/2015. Oltre ai limiti dettati in materia di spesa del personale, l’Ente dovrà effettuare il costante monitoraggio del saldo di finanza pubblica al fine di garantire il rispetto degli obiettivi imposti dalla normativa vigente”.

L’incentivo per le funzioni tecniche al coordinatore della sicurezza

Il coordinatore della sicurezza può essere remunerato solamente per i compiti svolti come direttore dei lavori, se vi è coincidenza tra queste figure, o come collaboratore dello stesso e non già in modo autonomo. Possono essere così riassunte le principali indicazioni fornite dalla deliberazione della sezione regionale di controllo della Corte dei conti dell’Emilia Romagna n. 7/2021.
In premessa, ci viene detto che il coordinatore in materia di sicurezza e di salute è il “soggetto incaricato, dal committente o dal responsabile dei lavori, dell’esecuzione dei compiti” previsti dal codice degli appalti. Inoltre, di norma, questa figura non può essere il datore di lavoro delle imprese affidatarie ed esecutrici o un suo dipendente o il responsabile del servizio di prevenzione e protezione (RSPP)”. L’articolo 101 del d.lgs. n. 50/2016 stabilisce che questa è una delle figure, insieme, a quella del direttore dei lavori e ad altre, di cui si avvale il responsabile unico del procedimento nella fase dell’esecuzione. La stessa norma, al comma 3, “dispone che il ruolo di coordinatore per l’esecuzione dei lavori debba essere ricoperto: dal direttore dei lavori, se in possesso dei requisiti richiesti dalla normativa vigente in materia di sicurezza; ovvero, nel caso in cui il direttore dei lavori non svolga le funzioni di coordinatore per l’esecuzione dei lavori, da un direttore operativo in possesso dei requisiti previsti dalla normativa”.
Quanto alla remunerazione, l’articolo 113 stabilisce “consente alle amministrazioni aggiudicatrici, previa adozione di un regolamento interno e stipula di un accordo di contrattazione decentrata, di destinare ad un apposito fondo risorse finanziarie, in misura non superiore al 2%, modulate sull’importo dei lavori, servizi e forniture, posti a base di gara. Tale fondo può essere finalizzato a premiare le funzioni tecniche svolte dai dipendenti interni esclusivamente per le attività ivi indicate. Questa possibilità viene estesa anche ai rispettivi collaboratori”. A differenza della precedente normativa, le nuove regole non includono tra le figure incentivabili i coordinatori della sicurezza, così come non includono i progettisti.
Ci viene detto espressamente che “sia il previgente istituto del fondo per la progettazione e l’innovazione che il nuovo istituto degli incentivi per funzioni tecniche costituiscono eccezioni al generale principio della onnicomprensività del trattamento economico”. Si deve inoltre evidenziare come questa attività “non possa essere di per sé remunerata in quanto corrisponde all’intenzione del legislatore operare una distinzione tra le attività elencate al comma 1, tra le quali è presente l’attività di coordinamento della sicurezza in fase di esecuzione, da quelle indicate al comma 2 del medesimo articolo, ove, invece, tale attività non è indicata. La prima elencazione comprende tutte quelle attività i cui oneri sono posti a carico degli stanziamenti previsti per la realizzazione dei singoli lavori negli stati di previsione della spesa o nei bilanci delle stazioni appaltanti. La seconda elencazione individua le attività in concreto incentivabili”. Ed ancora, “l’elencazione fatta dal legislatore all’art. 113, comma 2 è da considerarsi tassativa, essendo tale elencazione preceduta dall’avverbio esclusivamente. tali compensi non sono rivolti in modo indiscriminato al personale dell’ente, ma nei confronti di coloro che svolgono particolari funzioni (tecniche) nell’ambito di specifici procedimenti e ai loro collaboratori. Si tratta, pertanto, di una platea ben circoscritta di possibili beneficiari, accomunati dall’essere stati incaricati dello svolgimento di funzioni rilevanti nell’ambito di attività espressamente e tassativamente previste dalla legge”.
Da qui le seguenti conclusioni: “nel caso in cui il direttore dei lavori, in possesso dei requisiti richiesti dalla normativa in materia di sicurezza, svolga le funzioni di coordinatore per l’esecuzione dei lavori, il compenso incentivante per la funzione di direzione dei lavori remunererà tutte le attività svolte dal direttore dei lavori, ivi compreso il coordinamento per l’esecuzione dei lavori. Nell’ipotesi in cui, invece, il direttore dei lavori non svolga le funzioni di coordinatore per l’esecuzione dei lavori e le stesse siano affidate ad un direttore operativo che lo coadiuva si rientrerà nel caso previsto dall’art. 113, comma 3, che inserisce tra i potenziali beneficiari dell’incentivo per funzioni tecniche anche i collaboratori”.

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