INPS, il rendiconto sociale 2025: sempre meno pensioni e alle donne assegni inferiori del 45% per la vecchiaia

Presentato il bilancio sociale dell’Istituto: calano i pensionati e le pensioni anticipate, migliorano diversi servizi ma continua a ridursi il personale

29 Giugno 2026
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Il Consiglio di Indirizzo e Vigilanza dell’INPS ha presentato a Roma il Rendiconto sociale 2025, il documento che riassume l’attività svolta dall’Istituto e offre una panoramica aggiornata sull’andamento delle principali prestazioni previdenziali e assistenziali. Dai dati emerge un sistema in evoluzione, segnato da un numero sempre più contenuto di nuovi pensionamenti, dall’aumento dell’età media di uscita dal lavoro e da un progressivo ridimensionamento delle misure di pensionamento anticipato.
Nel dettaglio, nel 2025 i pensionati INPS sono 15.435.694, in diminuzione rispetto ai 15.765.032 registrati nel 2022. Anche le nuove pensioni previdenziali liquidate continuano a diminuire: sono state 834.658, contro le 861.949 del 2024 e le 878.369 del 2022. Secondo il rendiconto, questa flessione è riconducibile principalmente alle restrizioni introdotte negli ultimi anni nel sistema previdenziale italiano.

Indice

Divario tra uomini e donne e meno pensioni anticipate

Il documento mette inoltre in evidenza come resti significativo il divario negli importi delle pensioni tra uomini e donne. Per le pensioni di vecchiaia, infatti, gli assegni percepiti dalle donne risultano mediamente inferiori del 45% rispetto a quelli degli uomini. Si registra inoltre uno scostamento crescente tra il valore medio delle pensioni già in pagamento e quello delle nuove pensioni liquidate, un elemento che, secondo il Rendiconto, evidenzia una progressiva riduzione dell’importo medio degli assegni.

Sul fronte delle uscite anticipate dal lavoro prosegue il forte ridimensionamento delle misure dedicate. I beneficiari di Opzione Donna sono passati da 26.427 nel 2022 a 3.860 nel 2025, mentre le diverse formule di Quota, compresa Quota 103 con il ricalcolo contributivo, sono diminuite da 112.982 beneficiari del 2021 a 5.643 nel 2025. Crescono invece i trattamenti di Ape Sociale, mentre diminuiscono quelli destinati ai lavoratori precoci. Contestualmente aumenta anche l’età media di pensionamento: per le donne si passa da 64,4 a 65,4 anni, mentre per gli uomini da 63,7 a 64,1 anni.

Assistenza, inclusione e attività dell’Istituto

Il rendiconto dedica ampio spazio anche alle prestazioni assistenziali. Nel 2025 risultano attive 2.435.704 indennità di accompagnamento e 1.067.436 prestazioni di invalidità civile. Nello stesso anno sono state accolte 723.778 domande di assegno di inclusione e 119.476 richieste di Sostegno per la Formazione e il Lavoro, dati che restano inferiori al numero complessivo delle prestazioni erogate nel 2022 attraverso Reddito e Pensione di cittadinanza.

Per quanto riguarda l’attività amministrativa, aumentano le riscossioni derivanti dal recupero crediti nei confronti delle aziende con dipendenti, mentre la riscossione coattiva rimane sostanzialmente stabile. Prosegue invece la diminuzione del numero delle ispezioni effettuate dall’Istituto e continua a ridursi anche la quota di DURC irregolari, indice di una maggiore regolarità contributiva delle imprese.

Servizi più rapidi ma personale ancora in calo

Tra gli aspetti positivi evidenziati dal documento figurano i miglioramenti nella qualità dei servizi. I tempi medi per la definizione delle principali prestazioni previdenziali e degli ammortizzatori sociali mostrano infatti un andamento favorevole, mentre la gestione della fase amministrativa delle pratiche si è ulteriormente velocizzata, arrivando a una media di 15 giorni. Rimangono invece ancora elevati i tempi necessari per le visite di invalidità civile, che si attestano mediamente a 125 giorni, seppur con una riduzione del contenzioso amministrativo e giudiziario.

Il rendiconto si chiude con uno sguardo all’organizzazione interna dell’Istituto. Anche nel 2025 continua infatti la diminuzione del personale: i dipendenti dell’INPS sono 24.521, in calo rispetto ai 25.344 del 2024 e ai 26.687 del 2023. Un dato che accompagna il processo di riorganizzazione dell’ente, chiamato a garantire ogni anno milioni di prestazioni previdenziali e assistenziali mantenendo elevati standard di efficienza e qualità dei servizi.

>> CONSULTA IL TESTO INTEGRALE DEL RENDICONTO.

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