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Il Decreto “Cura Italia” e le attività essenziali

Approfondimento di Carlo Dell'Erba

Il decreto “Cura Italia” e le attività essenziali

I dipendenti delle pubbliche amministrazioni possono essere esentati dallo svolgimento delle prestazioni lavorative, considerando questi periodi equiparati alle presenze, a condizione che non siano impegnati in attività indispensabili e che non svolgano la loro attività in modalità cd. agile. Prima di essere collocati in esenzione occorre che gli enti facciano godere a questi dipendenti le ferie non fruite, nonché utilizzino la banca delle ore ed eventuali congedi. La esenzione dal servizio equivale alla presenza in servizio. È questa la novità di maggiore rilievo dettata per il personale delle PA e degli Enti locali dal d.l. n. 18/2020 dello scorso 17 marzo “Misure di potenziamento del Servizio sanitario nazionale e di sostegno economico per famiglie, lavoratori e imprese connesse all’emergenza epidemiologica da COVID-19”.
Il provvedimento contiene inoltre numerose altre disposizioni che hanno una notevole importanza. Basta ricordare l’aumento dei permessi per i congiunti che assistono disabili nei mesi di marzo ed aprile; il formalizzare che il lavoro agile costituisce la modalità ordinaria di svolgimento delle prestazioni lavorative durante l’attuale fase di emergenza sanitaria; la formalizzazione della sospensione dei concorsi pubblici; la istituzione di nuovi permessi retribuiti, anche se al 50%, per i dipendenti che hanno figli fino a 12 anni a seguito della chiusura delle scuole; la erogazione di un bonus per i dipendenti che sono stati in servizio in modo continuo nel mese di marzo; la sospensione dei termini dei procedimenti amministrativi e disciplinari; la possibilità che lo straordinario svolto in questo periodo dai vigili per la condizione di emergenza vada in deroga al tetto per questi compensi e possa essere in parte rimborsato.
Con il D.P.C.M. 22 marzo sono state individuate le attività essenziali che occorre garantire. Per le PA tale elencazione non è esaustiva ed occorre aggiungere le attività previste come tali dalla legge n. 146/1990, per come espressamente previsto dallo stesso provvedimento.

L’esenzione dal servizio ed il lavoro agile

Per ridurre la presenza dei dipendenti che non sono impegnati nello svolgimento di attività indifferibili e/o essenziali, nonché di quelli che non sono utilizzati con il cd lavoro agile o smartworking, è previsto l’obbligo di godere delle ferie arretrate, dei riposi compensativi, della banca delle ore e di tutte le altre forme di assenza previste dalla normativa ed inoltre che si possa dare luogo a forme di rotazione. Una volta che questi istituti saranno esauriti i dipendenti possono essere motivatamente esentati dal servizio, pur continuando ad essere considerati presenti…

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