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Emergenza Coronavirus: trattamento dei dati da parte degli Enti locali

Emergenza Coronavirus: trattamento dei dati da parte degli Enti locali

Il datore di lavoro può rilevare la temperatura corporea di dipendenti, fornitori, clienti all’ingresso della propria sede? E può rendere nota l’identità di un lavoratore contagiato ai colleghi? La scuola può comunicare alle famiglie degli alunni l’identità dei parenti di studenti risultati positivi al Covid-19? Gli Enti locali possono pubblicare i dati dei destinatari dei benefici economici? Le aziende sanitarie, le prefetture, i comuni possono diffondere, attraverso siti web o altri canali, i nominativi dei casi accertati di Coronavirus o dei soggetti sottoposti alla misura dell’isolamento?
Sono queste solo alcune delle domande cui rispondono le FAQ messe a punto dal Garante per la Protezione dei Dati Personali (Garante per la Privacy) sulle problematiche connesse all’emergenza Coronavirus in vari ambiti: sanità, lavoro, scuola, ricerca, Enti locali. I documenti sono stati predisposti per chiarire dubbi e fornire indicazioni per un corretto trattamento dei dati personali da parte di pubbliche amministrazioni e imprese private.

Trattamento dati nell’emergenza: le FAQ per gli Enti locali

Le FAQ, disponibili da questa settimana sul sito dell’Autorità, contengono indicazioni di carattere generale ispirate alle risposte fornite e a reclami, segnalazioni, quesiti ricevuti dall’Ufficio in questo periodo.
Nello specifico, è presente una sezione dedicata in maniera puntuale al trattamento dei dati da parte degli Enti locali nell’ambito dell’emergenza sanitaria da Coronavirus. Sono 7 le FAQ risolte in tale ambito, su svariati aspetti di interesse per le amministrazioni comunali: dal trattamento dati dei soggetti destinatari dei servizi comunali di supporto alla popolazione attivati per l’emergenza, al trattamento dei dati dei soggetti in isolamento per verificare il rispetto di tale misura, passando per la definizione di quali dati personali possono essere trattati dalla polizia locale nell’ambito dei controlli su strada.

Gli altri ambiti: scuola, sanità, semplificazioni

Il Garante ha chiarito, inoltre, il ruolo che anche nell’attuale emergenza sanitaria deve essere svolto dal medico competente nel contesto lavorativo pubblico e privato, e ha inoltre specificato che il datore di lavoro non deve comunicare i nominativi dei contagiati al rappresentate dei lavoratori per la sicurezza.
Per quanto riguarda la scuola, l’istituto è tenuto a fornire alle istituzioni competenti le informazioni necessarie, affinché possano ricostruire la filiera delle persone entrate in contatto con una persona contagiata, ma spetta alle autorità sanitarie competenti informare i contatti del contagiato, al fine di attivare le misure di profilassi.
Riguardo alle strutture sanitarie, queste possono individuare le modalità che ritengono più opportune ed efficaci per fornire informazioni, sullo stato di salute, ai familiari dei pazienti Covid-19 che non sono in grado di comunicare autonomamente. La struttura di ricovero può, quindi, ad esempio, dedicare un numero verde per fornire tali informazioni, purché preveda adeguate misure per identificare le persone effettivamente legittimate a conoscere le informazioni sullo stato di salute del familiare ricoverato.
L’Autorità, inoltre, ha ribadito che aziende sanitarie, prefetture, Comuni e qualsiasi altro soggetto pubblico o privato non possono diffondere, attraverso siti web o altri canali, i nominativi delle persone contagiate dal Covid-19 (nuovo Coronavirus) o di chi è stato posto in isolamento, anche qualora la finalità sia quella di contenere la diffusione dell’epidemia. Il Garante ha, infine, fornito specifici chiarimenti in ordine alle semplificazioni introdotte dalla normativa emergenziale per il trattamento di dati personali nell’ambito delle sperimentazioni cliniche dei farmaci per l’emergenza epidemiologica da Coronavirus e delle ricerche mediche svolte dagli Istituti di ricovero e cura a carattere scientifico (Ircss) finanziate dal Ministero della Salute.

>> LE FAQ DEL GARANTE PER LA PRIVACY.

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