Coronavirus, le nuove regole sul lavoro in vigore dal 1 maggio

Con l’ordinanza del Ministro della salute del 28 aprile 2022 sono state impartite le nuove prescrizioni in ordine all’utilizzo delle mascherini nei vari ambienti con efficacia dal 1° maggio 2022 e fino alla data di entrata in vigore della legge di conversione del decreto-legge 24 marzo 2022, n. 24, e comunque non oltre il 15 giugno 2022.

In particolare, l’utilizzo dei dispositivi individuali di protezione delle vie respiratorie è stato raccomandato nei luoghi al chiuso pubblici o aperti al pubblico.
Non sussiste, tuttavia, alcun obbligo specifico al loro utilizzo da parte del personale.
Si è dell’avviso, infatti, che ciascuna amministrazione, nella responsabilità del datore di lavoro, debba impartire, tempestivamente, le necessarie indicazioni al riguardo, tenendo conto delle concrete condizioni dei luoghi di lavoro e delle modalità di svolgimento della prestazione lavorativa dei propri dipendenti.
Si riportano, di seguito, alcuni esempi (non esaustivi) sull’uso delle mascherine (FFP2):

Uso raccomandato delle mascherine

Utilizzo raccomandato delle mascherine:

– per il personale che si trovi a contatto con il pubblico (c.d. sportello) e che sia sprovvisto di altre idonee barriere protettive;
– per il personale che svolga la prestazione in stanze in comune con uno o più lavoratori, anche se si è solo in due, salvo che vi siano spazi tali da escludere affollamenti;
Il Ministro per la pubblica amministrazione
– nel corso di riunioni in presenza;
– nel corso delle file per l’accesso alla mensa o altri luoghi comuni (ad esempio bar interni, code per l’ingresso in ufficio);
– per coloro che condividano la stanza con personale c.d. “fragile”;
– in presenza di una qualsiasi sintomatologia che riguardi le vie respiratorie;
– negli ascensori;
– in ogni caso in cui, anche occasionalmente, si verifichi la compresenza di più soggetti nel medesimo ambiente;

Uso non richiesto

L’utilizzo non richiesto delle mascherine:
– in caso di attività svolta all’aperto;
– in caso di disponibilità di stanza singola per il dipendente;
– in ambienti ampi, anche comuni (ad es. corridoi, scalinate) in cui non vi sia affollamento o si mantenga una distanza interpersonale congrua;
Ciascuna amministrazione dovrà quindi adottare le misure che ritiene più aderenti alle esigenze di salute e di sicurezza sui luoghi di lavoro, tenendo ovviamente conto sia dell’evoluzione del contesto epidemiologico che delle prescrizioni di carattere sanitario eventualmente adottate anche a livello locale, dalle competenti autorità.

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