Trasparenza e contrasto alla corruzione, Italia 41esima in vetta alla classifica

L’Italia migliora ancora la propria posizione nella classifica di Transparency: la soddisfazione del presidente dell’ANAC Busia

2 Febbraio 2023
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Lotta alla corruzione, passi in avanti importanti da parte dell’Italia. Come rilevato dall’Autorità nazionale anticorruzione, infatti, nel 2022 il nostro Paese è passato dal 42esimo al 41esimo posto nella classifica di Transparency, l’indice di percezione della corruzione nel settore pubblico e nella politica.

La classifica si basa sull’opinione di esperti e assegnando una valutazione che va da 0, per i Paesi ritenuti molto corrotti, a 100, per quelli “puliti”: il punteggio dell’Italia nel 2022 è 56, ben tre punti in più rispetto al 2020 (stabile rispetto al 2021). L’andamento è positivo dal 2012: in dieci anni il nostro Paese ha guadagnato 14 punti. La media dei paesi dell’Europa occidentale è di 66 punti. I paesi meno corrotti del mondo secondo l’indice di Transparency sono la Danimarca, la Finlandia e la Nuova Zelanda.

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Le parole del presidente dell’ANAC

Esprime soddisfazione Giuseppe Busia, presidente dell’Autorità nazionale anticorruzione. “L’Italia ha fatto importanti passi in avanti nella lotta alla corruzione. Lo dico con orgoglio, ma anche con responsabilità, perché questo ci impegna a intensificare il cammino. Non possiamo dirci pienamente appagati. La lotta alla corruzione richiede l’impegno costante del Paese, la dedizione quotidiana di governo, parlamento, istituzioni e società civile”.

La piattaforma unica della trasparenza

In materia di trasparenza, sono tuttavia ancora diversi gli obiettivi da raggiungere. “L’ANAC – ha aggiunto Busia – sta portando avanti la realizzazione di una piattaforma unica della trasparenza, ma chiediamo un supporto normativo da parte del governo. Occorre semplificare e rendere più efficaci le misure della trasparenza. Questo è possibile farlo rendendo visibile e confrontabile in un unico punto le pubblicazioni delle amministrazioni frammentate nei vari siti, mettendo a disposizione un unico portale della Trasparenza all’interno del quale ogni amministrazione carica i propri dati di competenza, e questi diventano confrontabili e facilmente verificabili”.

Redazione Il Personale

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