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Pubblica Amministrazione, smart working fino a dicembre al 50% nelle attività possibili

Fonte: Sole 24 Ore

di GIANNI TROVATI (dal Sole 24 Ore) – In collaborazione con Mimesi s.r.l.

La corsia veloce per lo smart working nella PA sarà aperta fino al 31 dicembre, con una soluzione ponte verso il «lavoro agile» strutturale a partire dal prossimo anno. Nel frattempo gli uffici pubblici dovranno introdurre orari flessibili, introdurre «soluzioni digitali» per «l’interlocuzione con l’utenza» e, appunto, applicare lo Smart Working con l’iter semplificato, cioè senza il bisogno di accordi individuali e senza gli obblighi informativi previsti dalle regole ordinarie, almeno al 50% del personale impiegato in attività che non impongano la presenza fisica. Ma fino al 15 settembre resterà in vigore anche la regola, introdotta dal decreto 18 all’inizio dell’emergenza, che limita la presenza in ufficio al personale impiegato nelle attività giudicate «indifferibili».

La proroga dello smart working nella Pubblica Amministrazione arriva in extremis sotto forma di emendamento approvato in commissione Bilancio alla Camera al decreto 34/2020. Nel testo, firmato da Vittoria Baldino (M5S) e preparato con gli uffici della Funzione pubblica guidata da Fabiana Dadone, si prova a sposare il rilancio del lavoro agile nella PA con «le esigenze dei cittadini e delle imprese connesse al graduale riavvio delle attività produttive e commerciali», a cui gli uffici pubblici sono chiamati dalla nuova norma ad «adeguarsi» come già chiedeva l’ultima circolare di Palazzo Vidoni sul tema.

L’equilibrio è delicato, come dimostra l’esperienza quotidiana nelle tante amministrazioni che zoppicano sul piano amministrativo e su quello tecnologico. Ma per il governo la strada è segnata, e il decollo del lavoro agile imposto d’urgenza dalla crisi sanitaria deve ora trasformare in modo strutturale l’organizzazione della PA. A questo obiettivo risponde la seconda parte dell’emendamento, che indica le regole a regime.
Regole che ruotano intorno a un nuovo acronimo nel già ricco dizionario pubblico, il «Pola», cioè il Piano per l’organizzazione del lavoro agile che ogni amministrazione dovrà scrivere entro il 31 dicembre di ciascun anno sentiti i sindacati. Nel Pola andranno individuate le attività che possono essere svolte in modalità agile, e bisognerà prevedere che almeno il 60% dei dipendenti impiegati in questi settori possa utilizzare lo Smart Working senza penalizzazioni professionali o di carriera, con un obiettivo ancora più ambizioso di quello scritto nelle bozze del Pnr. Sempre il Pola dovrà definire la formazione del personale, i requisiti tecnologici delle dotazioni di lavoro e soprattutto «gli strumenti di rilevazione e verifica periodica dei risultati conseguiti, anche in termini di qualità dei servizi erogati». Una formula classica di tante norme sul pubblico impiego: che però fin qui sono rimaste di solito inattuate.

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