Questo articolo è stato letto 271 volte

Illegittimo l’interpello riservato ai soli funzionari interni per la copertura di posti dirigenziali a tempo determinato

Approfondimento di V. Giannotti

Svolgimento delle mansioni superiori: quando scatta l’obbligo del riconoscimento economico?

di VINCENZO GIANNOTTI

La possibilità da parte dell’Amministrazione pubblica di indire una selezione interamente riservata ai propri funzionari per la copertura di posti dirigenziali vacanti a tempo determinato, sia in presenza di una graduatoria valida di idonei a dirigenti, sia in quanto non adeguatamente estesa all’esterno, rende illegittima la citata procedura secondo la Corte dei conti, mentre per il Consiglio di Stato la competenza resta intestata al giudice amministrativo. Tali sono le conclusioni cui è pervenuto il Consiglio di Stato, con la sentenza 22 giugno 2018, n. 3856 in merito alla competenza del giudice amministrativo, e della Corte dei conti, Sezione Centrale del controllo di legittimità sugli atti del Governo e delle Amministrazioni dello Stato (deliberazione 7 maggio 2018), sulla illegittimità della procedura interamente riservata al solo personale interno.

La copertura di posti dirigenziali vacanti

Un Ministero ha indetto una selezione interna, tramite interpello, interamente riservata al propri funzionari, per la copertura di posti dirigenziali a tempo determinato, nei limiti delle percentuali assentibili ai sensi dell’art.19, comma 6, d.lgs. n. 165/2001, in modo non diverso dalla possibilità concessa dall’art. 110, comma 1, del d.lgs. 267/2000 agli Enti locali le cui disposizioni rinviano a quanto stabilito dal citato Testo unico del pubblico impiego. A seguito di detta procedura il Direttore Generale procedeva, mediante decreto, al conferimento dei citati incarichi dirigenziali, sia mediante assegnazione ad interim delle funzioni, sia mediante proroga dei contratti ai dirigenti a tempo determinato a suo tempo già attribuiti con la medesima procedura, per un periodo di tre anni, il minimo previsto dal citato art. 19, comma 6, del TUPI.

I citati atti di conferimento di incarichi dirigenziali venivano impugnati dall’associazione dei dirigenti (Dirpubblica), evidenziando l’obbligo da parte della PA di assegnare i citati incarichi al personale dirigente idoneo di un precedente concorso pubblico ancora valido ed efficace, invece di conferire incarichi ai sensi dell’art. 19, comma 6, d.lgs. n. 165/2001 a funzionari privi della relativa qualifica.

Il Tribunale amministrativo di prime cure declinava la propria giurisdizione in favore di quella del giudice ordinario, cui seguiva l’impugnazione di tale decisione al Consiglio di Stato in considerazione della competenza del giudice amministrativo secondo l’Associazione.

>> CONTINUA A LEGGERE L’ARTICOLO QUI.

© RIPRODUZIONE RISERVATA

Lascia un commento

L'indirizzo email non verrà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

È possibile utilizzare questi tag ed attributi XHTML: <a href="" title=""> <abbr title=""> <acronym title=""> <b> <blockquote cite=""> <cite> <code> <del datetime=""> <em> <i> <q cite=""> <s> <strike> <strong>