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Il diritto allo smart working in emergenza

Approfondimento di Raffaele Squeglia

Lo smart working dopo l'emergenza Coronavirus

Il modello organizzativo per la gestione delle risorse umane nella pubblica amministrazione italiana in questo difficile periodo segnato dall’emergenza sanitaria in atto, è stato rintracciato dal Legislatore nel lavoro agile, già noto all’ordinamento giuridico nazionale e disciplinato dalla legge n. 81/2017: non sono mancati opportuni, dovuti correttivi legati alla peculiarità che il momento storico impone, in spirito sostanzialmente derogatorio rispetto alla legge.
La disciplina risultante dalla citata legge sul lavoro agile, integrata dal d.l. n. 18/2020 come convertito in legge 24 aprile 2020 n. 27, e dal D.P.C.M. del 10 aprile 2020 (abrogato dal 4 maggio 2020 dal successivo D.P.C.M. del 26 aprile 2020), costituisce, almeno fino al 31 luglio 2020(1) lo statuto del “lavoro agile in emergenza”.
Non ci si soffermerà in questa sede sui profili più squisitamente inerenti la disciplina, quelli organizzativi e gli altri più specificamente inerenti la concreta applicazione dell’istituto, già materia di pregevoli contributi tempestivamente pubblicati dalla Rivista che ci ospita ed alla cui….

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