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Dirigenti locali, la voce dei sindacati per il contratto

Demansionamento del dirigente

Le organizzazioni sindacali dell’area della dirigenza delle Funzioni Locali, che rappresentano i circa 15mila dirigenti amministrativi, tecnici e professionali del servizio sanitario, delle Arpa, degli Istituti zooprofilattici sperimentali, dell’ex Ipab e degli enti locali (Regioni, Province, Città metropolitane e Comuni, ivi inclusi i segretari comunali e provinciali), sono in pressing in relazione alla bozza, aggiornata al 7 maggio, di articolato concernente gli aspetti normativi del nuovo contratto trasmessa dall’ARAN lo scorso 11 maggio.

La bozza contestata

Il documento contestato, si presenta (come si legge questa mattina sul Sole 24 Ore) rispetto all’ultima bozza di novembre, più articolato nella parte comune (quella che disciplina gli aspetti trasversali del rapporto di lavoro) e arricchita di nuove sezioni finalizzate a disciplinare le specificità dei dirigenti, dei segretari comunali e provinciali e dei dirigenti amministrativi, tecnici e professionali del servizio sanitario; è però del tutto assente qualsiasi riferimento alla disciplina del trattamento economico.

La mobilitazione delle sigle sindacali

Le organizzazioni sindacali, insoddisfatte del testo inviato, si sono subito mobilitate chiedendo all’ARAN di attivare, con urgenza, un confronto.
Per la parte sindacale, come riportato da Gianluca Bertagna questa mattina, risulta inaccettabile che i lavori sul contratto del triennio 2016/2018 della dirigenza delle funzioni locali, ormai abbondantemente scaduto, sia ancora fermo ai nastri di partenza quando invece il contratto dei ministeri, della scuola e dei dirigenti sanitari del servizio sanitario non stati già sottoscritti da diversi mesi.
Inaccettabile, sottolineano ancora i sindacati, sono i contenuti del documento. Le critiche più accese si focalizzano l’impianto regolamentare presente nella bozza che rendere più facile il licenziamento, la revoca dell’incarico e il procedimento disciplinare. Norme queste che sembrano rappresentare una prerogativa solo dei dirigenti delle funzioni locali stante la mancata previsione di analoga disciplina nei contratti delle altre aree dirigenziali già sottoscritte.

Le novità in tema di assenze del personale

Nel frattempo, nel documento spuntano anche istituti nuovi quali le misure per disincentivare elevati tassi di assenza del personale che consente addirittura dei blocchi sulle retribuzioni nei casi in cui, sulla base dei dati consuntivi rilevati nell’anno successivo, non siano stati conseguiti i complessivi obiettivi di miglioramento dei tassi di assenza riferiti a tutto il personale dell’amministrazione. Infatti, in tale situazione l’ammontare complessivo delle risorse variabili di alimentazione dei fondi destinati alla retribuzione di posizione e di risultato ed ai trattamenti economici accessori, non può essere incrementato rispetto alla sua consistenza riferita all’anno precedente.

>> LA BOZZA DI CONTRATTO.

* Dal Sole 24 Ore – In collaborazione con Mimesi s.r.l.

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