Comuni italiani: l’aggiornamento ISTAT sulle fragilità degli Enti locali

L’Indice di Fragilità Comunale fotografa un Paese meno vulnerabile, il miglioramento c’è ma a velocità diverse: il Mezzogiorno resta in difficoltà

30 Dicembre 2025
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L’ISTAT ha pubblicato l’aggiornamento al 2022 dell’Indice composito di Fragilità Comunale (IFC), offrendo un’analisi territoriale e in serie storica che consente di comprendere l’esposizione dei Comuni italiani a fattori di rischio naturali, pressioni antropiche e criticità di natura demo-sociale ed economico-produttiva. L’approccio multidimensionale dell’indice permette non solo di individuare i Comuni maggiormente fragili, ma anche di descriverne i profili e la distribuzione sul territorio, integrando la lettura complessiva con quella degli indicatori elementari. L’analisi 2018-2022 consente inoltre di cogliere le dinamiche evolutive della fragilità in relazione a variabili strutturali come altimetria, grado di urbanizzazione e accessibilità ai servizi.

>> CONSULTA IL COMUNICATO INTEGRALE DELL’ISTAT.

Meno Comuni fragili, ma il Mezzogiorno resta in difficoltà

Nel 2022 i Comuni collocati nei livelli di fragilità massima o molto alta rappresentano il 14,9% del totale, poco meno di 1.200 enti locali, nei quali risiede quasi l’8% della popolazione italiana. All’opposto, oltre un quarto dei Comuni, il 26,8%, si colloca nei livelli di fragilità minima o molto bassa, concentrando però quasi il 45% della popolazione. La distribuzione territoriale conferma forti squilibri: i valori più critici si registrano prevalentemente nelle Isole, dove rientra in queste classi il 46,3% dei Comuni, con oltre la metà in Sicilia, e nel Sud, con il 32,8% e punte del 60,4% in Calabria. Le aree meno fragili si concentrano invece nel Nord-est, dove il 59% dei Comuni presenta livelli bassi o minimi di fragilità, con risultati particolarmente positivi nelle Province autonome di Trento e Bolzano/Bozen e in Veneto.

Il miglioramento c’è, ma penalizza piccoli e periferici

Nel periodo 2018-2022 emerge un miglioramento diffuso e progressivo: diminuisce l’incidenza dei Comuni e della popolazione residente nei territori più fragili, mentre cresce in modo significativo la quota di Comuni e cittadini che vivono in contesti a fragilità minima o molto bassa. Il calo della fragilità è più marcato nelle Isole e nel Sud, in particolare in Sicilia e Puglia, mentre la crescita dei territori meno fragili si concentra soprattutto nel Nord-ovest e nel Centro. Restano tuttavia evidenti alcune criticità strutturali: la fragilità aumenta al diminuire della dimensione demografica e al crescere della perifericità. I Comuni fino a 1.000 abitanti presentano livelli di fragilità massima o molto alta in circa il 23% dei casi, percentuale che sale al 25,7% nei Comuni periferici e ultraperiferici, dove vive quasi un quinto della popolazione. Un dato che conferma come la riduzione complessiva della fragilità non elimini, ma anzi renda più visibili, le disuguaglianze territoriali che continuano a caratterizzare il Paese.

>> CONSULTA I DATI RELATIVI ALL’INDICE COMPOSITO DI FRAGILITA’ COMUNALE.

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