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Certificazione unica: la PA deve rimediare agli errori dell’INPS

Fonte: ItaliaOggi

(da ItaliaOggi) – In collaborazione con Mimesi s.r.l.

Affidare alla pubblica amministrazione il compito di rifare le dichiarazioni dei redditi dei pensionati per rimediare agli errori della certificazione unica fiscale emessa (e poi rettificata a termini scaduti) dall’Inps. È la provocatoria proposta di Marco Cuchel, presidente dell’Associazione nazionale dei commercialisti (Anc) in merito all’invio, segnalato da ItaliaOggi dell’11 dicembre, delle lettere con cui l’Inps comunica a 620mila percettori di prestazioni pensionistiche e assistenziali che le CU già consegnate sono errate e che le eventuali dichiarazioni dei redditi devono essere corrette. «È stata forse la fretta con la quale lo scorso venerdì l’Inps ha provveduto a dare la propria spiegazione sulle 620 mila certificazioni uniche errate, dopo quanto apparso lo stesso giorno sul quotidiano ItaliaOggi, a far sì che la comunicazione omettesse le risposte a domande legittime di contribuenti e professionisti», sottolinea l’Anc. A cominciare dalle sanzioni: «Visto che per i datori di lavoro privati è prevista una sanzione di 100 euro, senza cumulo giuridico, in caso di emissione di CU errate», chiede l’Anc, «chi pagherà i 62 milioni di euro dovuti? È probabile che non sarà chiesto conto di questo pagamento, in ossequio al vigente principio che se sbaglia lo Stato nessuno paga».

Inoltre, «venendo alla candida dichiarazione che, in fondo, «ogni anno» si registra un 3% di errore da parte dell’Inps», l’associazione dei commercialisti chiede «che la stessa benevolenza con il quale l’Istituto si concede un margine del 3% di errore nelle certificazioni» sia concessa» «anche ai cittadini e a noi professionisti», e «quali siano stati gli sforzi messi in campo per ottenere la riduzione di questo parametro che, se consideriamo i numeri assoluti, è comunque preoccupante». Il cambiamento della situazione reddituale, aggiunge l’Anc, inciderà per molti cittadini sulla valutazione del merito creditizio per mutui e finanziamenti, oltre che sulle dichiarazioni Isee, senza trascurare il fatto che il cittadino non potrà rimediare all’errore dell’Inps «senza personali conseguenze economiche relative alle sanzioni sulle dichiarazioni ed eventuali competenze da corrispondere agli intermediari». Da qui la proposta di Cuchel, che «la Pubblica Amministrazione stessa si incarichi di rielaborare le dichiarazioni che risultano da ripresentare per effetto degli errori Inps, come noi professionisti ci facciamo carico di riparare a nostre spese gli errori che commettiamo.

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