Domenica e lunedì gli italiani sono chiamati a votare un referendum popolare confermativo sulla legge costituzionale in materia di ordinamento giurisdizionale e di istituzione della Corte disciplinare, approvata dal Parlamento e pubblicata nella Gazzetta Ufficiale n. 253 del 30 ottobre 2025.
Le urne saranno aperte domenica 22 marzo dalle 7 alle 23 e lunedì 23 marzo dalle 7 alle 15.
Il quesito sulla scheda
Andiamo con ordine, prima di tutto il quesito, che sulla scheda sarà così riportato:

Cosa succede con il sì?
Vengono introdotti:
1) separazione delle carriere tra magistrati giudicanti (i giudici) e magistrati requirenti (i pubblici ministeri), che seguono percorsi professionali distinti.
2) organi di autogoverno separati (Consigli superiori diversi per giudici e pm) e una Corte disciplinare di rango costituzionale per la responsabilità dei magistrati.
I principali cambiamenti sono volti a introdurre la separazione delle carriere tra giudici e PM, due CSM distinti eletti con sorteggio e una nuova Alta Corte disciplinare.
Cosa succede con il no?
La disciplina resta invariata.
Rimane l’attuale sistema un unico ordine della magistratura, con funzioni giudicanti e requirenti nello stesso corpo e sottoposte a un solo Consiglio Superiore della Magistratura.
Il Referendum sulla Giustizia spiegato dal magistrato del CSM Marco Bisogni
Per capire meglio perchè questo Referendum non ha il quorum (la maggioranza del 50% + 1 di votanti non serve per approvare o meno la riforma) e come il Sì andrebbe a cambiare la Costituzione, abbiamo intervistato uno dei membri del CSM, Marco Bisogni.
Facciamo una panoramica su com’è ora il funzionamento del Consiglio Superiore della Magistratura e definiamo ciò che succederebbe nel caso vincesse il Sì. Lo facciamo con Marco Bisogni; magistrato italiano, sostituto procuratore e uno dei venti componenti togati del Consiglio Superiore della Magistratura (CSM).
>> Ascolta il podcast sul sito de La Gazzetta degli Enti Locali.
Alcune risposte alle vostre domande
Cosa cambia allo stato pratico per i cittadini comuni? Quanto costa in termini economici l’eventuale costituzione di due CSM distinti e di un’Alta Corte della Magistratura? Come sarebbero formati gli organi che la riforma vuole costituire?
E ancora ci interfacceremo con la normativa europea per capire come funziona negli altri Paesi europei, se è vero che questo Referendum inciderà su efficienza e snellimento dei tempi e se la riforma appartiene a un determinato orientamento politico, è una misura di destra o di sinistra?
Le FAQ del Ministero dell’Interno
In occasione del referendum del 22-23 marzo 2026, il Dipartimento per gli Affari Interni e Territoriali del Ministero dell’Interno ha pubblicato una sezione di FAQ, con l’obiettivo di fornire risposte chiare e immediate ai principali dubbi degli elettori.
>> CONSULTA LE FAQ DEL MINISTERO.
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