Dopo un lungo iter è finalmente arrivata l’ufficialità e, la successiva, entrata in vigore per i CCNL Funzioni Locali 2022-2024 del comparto e dell’area dirigenziale; la convocazione da ARAN per il giorno odierno (23 febbraio 2026 alle ore 15.00) per la firma definitiva.
Pertanto, entro la mensilità di aprile, gli Enti dovranno procedere al pagamento dei nuovi trattamenti economici, compresi gli arretrati.
Indice
Oggi la firma all’ARAN
Con la sottoscrizione definitiva presso l’ARAN si chiude ufficialmente la stagione negoziale per il rinnovo del CCNL Funzioni Locali 2022-2024. Il via libera definitivo arriva dopo la certificazione positiva della Corte dei conti, avvenuta il 18 febbraio, che ha confermato la compatibilità finanziaria di un accordo che interessa circa 500mila dipendenti di Comuni, Province e Città Metropolitane.
Area dirigenza
Il contratto prevede incrementi medi mensili pari a 444 euro per tredici mensilità. Oltre due terzi delle risorse sono destinate alla parte fissa della retribuzione, rafforzando la componente stabile del trattamento economico e producendo effetti positivi anche sui futuri trattamenti previdenziali Per i segretari comunali e provinciali è stato realizzato l’allineamento ai tetti retributivi, superando criticità pregresse.
Sul piano normativo, il CCNL rafforza le relazioni sindacali e le tutele per il personale, con riferimento a terapie salvavita, congedi per i genitori, patrocinio legale in caso di aggressioni, politiche di age management e possibilità di aumentare le giornate di lavoro agile in particolari situazioni personali o familiari. Viene potenziata anche la formazione, con un minimo annuo fruibile anche a distanza, e disciplinato il preavviso con possibilità di fruire delle ferie. Il contratto include inoltre impegni per l’avvio immediato del rinnovo 2025–2027 e l’apertura di un tavolo tecnico su revisione delle fasce professionali, criteri di passaggio, responsabilità disciplinare e patrocinio legale. Per i dirigenti della sanità è prevista una nota a verbale per l’istituzione di un fondo dedicato, con l’obiettivo di colmare eventuali gap retributivi.
Analisi economica: aumenti, arretrati e il nodo dell’inflazione
Il nuovo assetto retributivo prevede un incremento medio a regime di circa 140 euro lordi mensili (pari al 5,78% sul monte salari 2021). Gli arretrati medi sono di oltre 2000 euro lordi, mentre ogni Ente è vincolato a incrementare la parte stabile del fondo delle risorse decentrate dello 0.14% del monte salari 2021 e la possibilità di un ulteriore incremento del salario accessorio dello 0.22% del monte salari 2018. Nonostante l’intesa raggiunta con Uil, Cisl e Csa, la Cgil ha scelto di non firmare, denunciando come l’adeguamento sia insufficiente a coprire l’inflazione del triennio (pari al 16%), traducendosi in una perdita reale del potere d’acquisto.
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Le novità normative: flessibilità e tutele sociali
Il testo non si limita alla parte economica, ma introduce innovazioni strutturali:
- Settimana corta: In via sperimentale e volontaria, sarà possibile articolare l’orario su quattro giorni (36 ore settimanali);
- Welfare e Salute: Vengono escluse dal computo del comporto per malattia le terapie salvavita e i giorni di ricovero. Inoltre, viene introdotto il patrocinio legale obbligatorio a carico dell’Ente per i dipendenti vittime di aggressioni;
- Elevata Qualificazione (EQ): Innalzato il limite massimo della retribuzione di posizione da 18mila a 22mila euro;
- Inclusione: Estensione dell’orario flessibile per i genitori di studenti con DSA e maggiori tutele per lo smart working legato a salute o assistenza familiare.
CCNL 2022-2024: iter e competenze della contrattazione decentrata
12 Mar 2026 ore 9.00 – 10.00
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