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Dal TFR al TFS: guida operativa Aran sull’adeguamento retributivo e contributivo

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L’ARAN pubblica la guida operativa sull’adeguamento retributivo e contributivo nel passaggio dal TFS al TFR (riduzione 2,50%) ai sensi dell’articolo 6 dell’Accordo quadro in materia di TFR e di previdenza complementare del 29 luglio 1999.

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Come evidenziato nella premessa della guida operativa, è possibile identificare tre categorie in riferimento ai trattamenti di fine rapporto e di fine servizio dei dipendenti pubblici:

personale per il quale continua ad applicarsi il regime del trattamento di fine servizio antecedente alle nuove norme – più avanti richiamate – in materia di trattamento di fine rapporto per i pubblici dipendenti;

personale che si trovava nel regime di cui al punto precedente, ma che ha volontariamente optato, aderendo ai fondi di previdenza complementare negoziali, per il nuovo regime del TFR dei pubblici dipendenti (difatti, nell’attuale sistema l’adesione volontaria al fondo di previdenza implica il passaggio nuovo regime);

• infine, il personale cui si applica, dal momento dell’assunzione, il nuovo regime del TFR dei pubblici dipendenti: rientrano, in quest’ultima categoria tutti coloro che sono stati assunti a tempo indeterminato dopo il 31 dicembre 2000 ovvero gli assunti a tempo determinato con un rapporto di lavoro in corso o successivo al 30 maggio 2000.

La problematica analizzata nella presente guida operativa riguarda solo le ultime due categorie.
Occorre inoltre evidenziare che il pagamento di tutti i trattamenti di fine servizio, compreso il nuovo TFR per i pubblici dipendenti, continua ad essere effettuato dall’ente previdenziale (oggi “INPS”) e ad essere finanziato mediante contributi versati dal datore di lavoro (anche per questo aspetto, sono fatte salve alcune eccezioni).
Quindi, al di là delle differenze di regime applicato (TFS o TFR), il sistema di contribuzione ed erogazione dei trattamenti continua ad essere interamente gestito centralmente ed unitariamente dall’ente previdenziale, senza un rapporto sinallagmatico tra contributi e prestazioni (come avviene nel caso di TFR accantonato). Questo è uno degli aspetti che maggiormente differenzia il sistema vigente per i pubblici dipendenti da quello previsto nel settore privato.

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2 thoughts on “Dal TFR al TFS: guida operativa Aran sull’adeguamento retributivo e contributivo

  1. Mi permetto di dissentire per quanto riguarda l’ultima frase contenuta nell’articolo, ovvero quando viene riportato che…..”Questo è uno degli aspetti che maggiormente differenzia il sistema vigente per i pubblici dipendenti da quello previsto nel settore privato.”
    E’ necessario ricordare la notevole disparità fra pubblico e privato per quanto riguarda il trattamento di fine rapporto: nel privato è interamente a carico del datore di lavoro, mentre nel pubblico viene applicata una trattenuta a titolo di “rivalsa” priva di fondamento giuridico, (anche se la sentenza 244/2014 della Corte Costituzionale ne ha giustificato l’applicazione) non approfondendo tuttavia gli aspetti sfavorevoli all’atto della liquidazione del tfr per i dipendenti del pubblico impiego rispetto al tfr del privato e/o al tfs.

  2. Ritornando a quanto sopra e leggendo la “Guida operativa” dell’Aran, sono rimasto perplesso da quanto da loro scritto, il che conferma la mia tesi. A pagina 10, ad esempio, viene riportata la seguente frase:”Occorre, peraltro, ricordare che la base utile ai fini TFS è considerata all’80% del valore delle voci che la compongono, mentre la base TFR è considerata al 100%….”. Ma come si fa a scrivere una simile amenità ? Basta guardare una semplice CU per vedere che invece la base del TFR è indicata all’80% del totale della retribuzione utile al TFR, analogamente al TFS. E poi la frase successiva dove viene scritto che….”non convince neanche l’applicazione di un meccanismo di compensazione di presunti svantaggi sul piano delle prestazioni previdenziali e di fine lavoro…”
    Perché allora alla fine è stata mostrata la sola esemplificazione del meccanismo dell’invarianza retributiva e non, invece, il meccanismo di calcolo di liquidazione al termine della carriera lavorativa ? Là si che si vedono le notevoli differenze economiche fra TFR e TFS e il diverso trattamento fiscale, eccome !
    Per cui non si può sottacere a certe volute mancanze e ad una certa voluta superficialità (ci sono molti altri punti da osservare…), mi limito a rilevare a pag. 11 quando viene scritto…”Circa la diversità di regole in materia previdenziale e di indennità di fine lavoro, è consolidato l’orientamento della Consulta che la considera ammissibile in relazione ad alcune specificità che possono caratterizzare in modo contingente o strutturale il lavoro pubblico rispetto a quello privato.” Con questa frase talmente vaga e priva di qualsivoglia elemento fondante, si dà una pseudo giustificazione alla disparità di trattamento fra pubblico e privato, senza tenere in debita considerazione che il privato può usufruire dell’anticipo del TFR, ha la possibilità di mensilizzare la quota del TFR, mentre nel pubblico impiego tale possibilità non esiste proprio, alla faccia della privatizzazione del rapporto di pubblico impiego.
    L’unica ragione fondante è la tenuta complessiva del sistema, originata peraltro da errori propri commessi in passato. Ma non chiamiamola per favore Guida Operativa….E’ uno schiaffo ai dipendenti del pubblico impiego.

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