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Verbali e operazioni della commissione concorsuale al posto di dirigente (Parte II)

Approfondimento di Maurizio Lucca

Ok al protocollo per il rientro in sicurezza del pubblico impiego

TERZO GRUPPO: GIUDIZIO NUMERICO

  • il voto numerico ben può far comprendere l’iter logico seguito a fronte dei criteri/sub criteri predeterminati;
  • i criteri e i sub criteri è espressione di discrezionalità non sindacabile nel merito quando appaiono sufficientemente dettagliati, ovvero, quando la chiarezza espositiva nella loro stesura consente di riportare la sintesi del giudizio (il punteggio corrisponde ad una valutazione sulla capacità del candidato, ad es.: «Criterio della pertinenza con 4 descrittori: quesito non svolto 0, aderenza parziale alla traccia e trattazione frammentaria, disorganica, confusa, conoscenze sommarie da 0,1 a 1, aderenza alla traccia, conoscenze generiche, generici riferimenti al quadro normativo da 1,1 a 2, piena aderenza alla traccia, conoscenza ampia del quadro di riferimento e contestualizzazione dell’argomento da 2,1 a 3»);
  • in presenza di criteri di massima e parametri di riferimento sufficientemente specifici da garantire la graduazione e l’omogeneità delle valutazioni effettuate, si permette di controllare la logicità e la congruità dei giudizi espressi;
  • il voto numerico attribuito alle prove o ai titoli di un concorso pubblico, si ritiene esprima e sintetizzi in modo sufficientemente completo il giudizio tecnico della commissione[12].

Si desume che nelle prove scritte dei concorsi, sotto il profilo dell’adempimento dell’obbligo di motivazione, il voto numerico è sufficiente a condizione che esso sia “leggibile” o interpretabile alla stregua di una congrua e articolata predeterminazione dei criteri stabiliti per la sua attribuzione; predeterminazione che può essere contenuta direttamente nel bando e/o essere aggiunta (o integrata) dalla Commissione giudicatrice nella sua prima riunione costitutiva (e comunque, come è ovvio, prima dell’esame o dello svolgimento delle prove)[13].

I criteri correlati alla determinazione del voto devono essere formulati non in termini generici, generali o astratti riferibili a determinate qualità e caratteristiche degli elaborati, ma dettagliati e fungere da criteri motivazionali necessari a definire quanto quelle qualità concorrano a determinare il punteggio stabilito nel bando per le singole prove[14].

QUARTO GRUPPO: LA STESURA DEI QUESITI

  • le Linee guida ministeriali chiariscono che «la prova teorica non consiste solo nella verifica della conoscenza, ma anche nella capacità di fare collegamenti tra le conoscenze nelle varie materie, di contestualizzarle, di utilizzare le conoscenze per risolvere problemi. La prova teorica di diritto amministrativo, per esempio, serve a verificare non solo la conoscenza delle nozioni generali, ma anche la capacità di individuare quali di esse siano rilevanti nei diversi contesti»;
  • la prova scritta deve, pertanto, essere articolata in quesiti (come avvenuto), con lo scopo di impegnare il candidato non solo a dimostrare una specifica competenza del settore ma anche l’iter per conseguire il risultato posto nei quesiti, nella loro concretezza, collegando le cit. normative settoriali con le competenze dirigenziali.

Le prove, dunque, non solo devono affrontare la preparazione teorica ma consentire una diretta applicazione al caso proposto in sede d’esame.

QUINTO GRUPPO: LA PRESIDENZA DELLA COMMISSIONE CONCORSUALE

  • la violazione Statutaria sulla composizione della Commissione presieduta dal Segretario comunale, può essere superata ove si consideri che la copertura di un determinato ruolo di presidente o componente deve sottostare all’obbligo di astensione in caso di conflitto di interessi o per ragioni di opportunità (ex 6 bis, della legge 7 agosto 1990, n. 241, come regola generale, art. 11, comma 1, secondo periodo del d.P.R. n. 487/1994, dove si dispone che «I componenti, presa visione dell’elenco dei partecipanti, sottoscrivono la dichiarazione che non sussistono situazioni di incompatibilità tra essi ed i concorrenti, ai sensi degli articoli 51 e 52 del codice di procedura civile »);
  • il Giudice amministrativo ha affermato che sarebbe irragionevole, errato e privo di supporto normativo postulare che ai procedimenti concorsuali si applichi solo l’art. 51 c.p.c. dovendo, altresì, trovare applicazione l’art. 6 bis della legge n. 241/1990 che, viceversa, riguarda indistintamente tutti i procedimenti amministrativi ed è norma sovraordinata, oltre che successiva in forza della modifica di cui alla legge n. 190 del 2012[15];
  • l’astensione va documentata e motivata con apposita dichiarazione da conservare agli atti.

I componenti della Commissione devono essere imparziali, e, pertanto, non devono avere alcun rapporto personale di tale intensità da fare sorgere il sospetto che il giudizio non sia stato improntato al rispetto del principio di trasparenza, par condicio e imparzialità, ex artt. 3 e 97 Cost.[16], dovendo rilevare che qualora un commissario operi in conflitto d’interessi risponde del danno erariale causato all’Ente, quantificato nelle spese per la procedura sopportate inutilmente, cui vanno aggiunti i danni da disservizio corrispondente alle spese del personale impiegato in una procedura viziata[17].

Va rimarcato, che le cause di incompatibilità rivestono un carattere tassativo e sfuggono all’applicazione analogica poiché va tutelata l’esigenza di certezza dell’azione amministrativa e, in particolare, la regolarità della composizione delle Commissioni giudicatrici, salvo per le ragioni di convenienza[18].

Si ricava che i componenti che ritengono di trovarsi in una situazione di conflitto di interessi, anche potenziale, hanno il dovere di segnalarlo all’Amministrazione, ex ante o una volta accertata la presenza di una persona che possa alterare la neutralità di giudizio, nei termini indicati dalle norme sopra citate, ossia in grado di generare quella tensione psicologica che impedisce l’imparzialità della condotta, sia nelle fattispecie codificate direttamente dal legislatore, ovvero per ragioni di opportunità lasciata alla valutazione del singolo.

(2 – Fine – Consulta la prima parte dell’articolo qui)

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NOTE

[12] T.A.R. Lazio, Roma, sez. II, 7 novembre 2019, n. 12820; Cons. Stato, sez. IV, 5 dicembre 2016, n. 5099; 27 settembre 2016, n. 3946 e 23 maggio 2016, n. 2110; Cons. Stato, sez. V, 26 maggio 2015, n. 2629.

[13] T.A.R. Campania, Napoli, sez. V, 27 febbraio 2016, n. 1087; Cons. Stato, sez. V, 20 aprile 2016, n. 1567.

[14] Cfr. T.A.R. Lazio, Roma, sez. III bis, 25 gennaio 2019, n. 999; T.A.R. Piemonte, sez. I, 4 giugno 2019, n. 652; T.A.R. Marche, sez. I, 3 luglio 2014, n. 665. Si rinvia sull’evoluzione della motivazione, LUCCA, Valutazione (in forma numerica) e motivazione nelle prove d’esame (di avvocato), giustizia-amministrativa.it., gennaio 2006, che seppure datato presenta delle parti di attualità.

[15] T.A.R. Abruzzo, Pescara, 22 ottobre 2015, n. 402.

[16] Cons. Stato, sez. VI, 27 aprile 2015, n. 2119 e sez. III, 28 aprile 2016, n. 1628, Corte conti, sez. II giur. centrale Appello, 1 ottobre 2019, n. 352

[17] Corte Conti, sez. Trentino – Alto Adige, Trento, 13 settembre 2019, n. 44.

[18] Cons. Stato, sez. V, 9 luglio 2015, n. 3443; sez. VI, 3 marzo 2007, n. 1011; 26 gennaio 2009, n. 354; 19 marzo 2013, n. 1606.

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