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Reddito di cittadinanza e “Quota 100”: l’ok definitivo del Senato

Spesa per il personale: Comuni che si collocano tra le due fasce del decreto 17 marzo 2020

L’ok definitivo è giunto: con 150 voti favorevoli, 107 contrari e 7 astensioni, l’Assemblea del Senato ha approvato nella giornata di ieri, in via definitiva, il ddl di conversione del decreto legge 28 gennaio 2019, n. 4, recante disposizioni urgenti in materia di Reddito di cittadinanza e di pensioni (A.S. n. 1018-B).

Reddito di cittadinanza

Tra le principali modifiche apportate in sede di conversione al capitolo del Reddito di cittadinanza si segnala:
– il sussidio rafforzato alle famiglie con disabili e l’introduzione di paletti anti-furbetti;
– gli Enti locali potranno inoltre assumere 3mila navigator (anziché 6mila);
– sarà previsto un requisito retributivo di 858 euro per considerare congrua l’offerta d’impiego;
– possibile il pagamento della pensione di cittadinanza anche in contanti e non solo con la card;
– migliorate le condizioni d’accesso a reddito e pensioni di cittadinanza per le famiglie che hanno persone con disabilità gravi o non autosufficienti.
– novità per il requisito anagrafico per la pensione di cittadinanza: può essere concessa anche se il componente ha almeno 67 anni, e convive esclusivamente con una o più persone in condizione di disabilità grave o di non autosufficienza, di età inferiore
– rimane il criterio d’accesso dei 10 anni di residenza in Italia, di cui gli ultimi 2 consecutivi.

Quota 100

Con specifico riferimento all’altro elemento cardine del provvedimento, la cosiddetta “Quota 100” (ovverosia il pensionamento anticipato con almeno 62 anni d’età e 38 di contributi), si segnalano ulteriori importanti cambiamenti: su un versante è stato innalzato da 30mila a 45mila euro il limite per l’anticipo con prestito bancario delle liquidazioni (Tfs) degli statali, che potrà essere richiesto anche dai dipendenti pubblici già in pensione al momento dell’entrata in vigore del decretone. Risulta inoltre eliminato il tetto anagrafico dei 45 anni per i riscatti agevolati della laurea da parte dei lavoratori in attività dal 1° gennaio 1996. Nel corso dell’iter parlamentare è stato prolungato da 5 a 10 anni il meccanismo di rateizzazione mensile (120 rate anziché 60) della cosiddetta “pace contributiva”.

>> CONSULTA IL DISEGNO DI LEGGE DI CONVERSIONE (A.S. n. 1018-B).

 

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