Reclutamento personale e graduatorie concorsi: ANCI, UPI e Conferenza delle Regioni chiedono interventi correttivi

Le preoccupazioni degli Enti locali per le modifiche apportate al TUPI dal Decreto PA

19 Giugno 2023
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Pubblichiamo la lettera a firma del presidente dell’ANCI, Antonio Decaro, del presidente di UPI, Michele De Pascale e del presidente della Conferenza delle Regioni e delle Province autonome, Massimiliano Fedriga indirizzata a Paolo Zangrillo, ministro per la Pubblica Amministrazione, Roberto Calderoli, ministro per gli Affari Regionali e le Autonomie e a Alfredo Mantovano Sottosegretario di Stato alla Presidenza del Consiglio dei Ministri sulle criticità derivanti dal decreto-legge 22 aprile 2023, n. 44 recante “Disposizioni urgenti per il rafforzamento della capacità amministrativa delle amministrazioni pubbliche” (cd. Decreto PA) con specifico riferimento all’annoso tema dello scorrimento delle graduatorie nei concorsi pubblici.

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Come si legge nella lettera “in sede di conversione in legge del decreto legge 22 aprile 2023, n. 44 è stato introdotto l’articolo 1-bis che modifica l’art. 35, comma 5-ter del d.lgs. 165/2001, che esclude la possibilità, per le pubbliche amministrazioni, di prevedere un numero di idonei (non vincitori) superiore al 20% rispetto al numero di posti messi a concorso. Secondo tale disposizione, lo scorrimento delle graduatorie, in relazione agli idonei non vincitori, sarebbe possibile solo in caso di rinuncia all’assunzione o di dimissioni del dipendente intervenute entro sei mesi dall’assunzione dei vincitori. Analoga previsione normativa – secondo la quale le graduatorie dei concorsi per il reclutamento del personale dovevano essere utilizzate esclusivamente per la copertura dei posti messi a concorso – era, tra l’altro, stata già introdotta dall’art. 1, comma 361 della l. 145/2018 e poi successivamente abrogata dalla Legge di Bilancio 2020 (art. 1, co. 148 della l. 160/2019). In questo contesto, la Conferenza delle Regioni e delle Province autonome, ANCI e UPI, condividono medesima preoccupazione per le conseguenze negative che la norma, così formulata, comporterebbe sul funzionamento dei servizi delle Regioni e degli Enti Locali considerati i tempi necessari per l’espletamento di nuove procedure concorsuali e la inevitabile moltiplicazione delle stesse con ulteriori costi a carico delle amministrazioni”.

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