Con la recente pubblicazione della circolare n. 19 del 25 febbraio 2026, l’INPS ha delineato il nuovo perimetro operativo dei trattamenti pensionistici a seguito delle disposizioni introdotte dalla Legge di Bilancio 2026 (legge n. 199/2025). Il quadro che emerge è caratterizzato da una parziale continuità degli strumenti di flessibilità in uscita, accompagnata però da una stretta su alcune misure sperimentali e da un rafforzamento delle tutele per i redditi più bassi.
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Proroghe e conferme: APE Sociale e incentivi al posticipo
La Legge di Bilancio ha confermato la validità dell’APE Sociale, prorogando la sperimentazione fino al 31 dicembre 2026. I requisiti rimangono invariati: l’accesso è consentito a chi ha compiuto 63 anni e 5 mesi e si trova nelle specifiche condizioni di tutela previste dalla norma. Resta fermo il regime di incumulabilità con i redditi da lavoro, fatta eccezione per il lavoro autonomo occasionale entro il limite di 5mila euro lordi annui.
Inoltre, si punta a trattenere i lavoratori più esperti in servizio attraverso l’estensione dell’incentivo al posticipo del pensionamento. La misura è ora accessibile anche ai dipendenti che matureranno entro la fine del 2026 i requisiti per la pensione anticipata ordinaria, ovvero 42 anni e 10 mesi di contributi per gli uomini e 41 anni e 10 mesi per le donne.
Il sostegno ai redditi bassi e il passo indietro sulla previdenza complementare
Sul fronte del contrasto al disagio economico, la Manovra incrementa di 20 euro mensili la maggiorazione sociale. Per favorire una platea più ampia, il limite di reddito annuo per accedere al beneficio è stato innalzato di 260 euro. Nota di rilievo operativo: per chi già percepisce tale maggiorazione, l’adeguamento avverrà d’ufficio.
Di contro, si registra una netta inversione di tendenza sulla previdenza complementare. È stata infatti abrogata la norma della precedente Legge di Bilancio 2025 che permetteva di computare le rendite integrative per raggiungere la soglia economica necessaria all’accesso alla pensione nel sistema contributivo. Tale facoltà non è più applicabile, nemmeno per chi ne aveva già fatto richiesta.
Implicazioni pratiche: scadenze e addii a opzione donna e quota 103
Per i contribuenti è fondamentale monitorare le finestre temporali per le domande di APE Sociale, che dovranno pervenire entro il 31 marzo, il 15 luglio o, al massimo, il 30 novembre 2026.
Infine, occorre prestare attenzione alle mancate proroghe: la Legge di Bilancio 2026 non ha rinnovato “Opzione Donna” né la pensione anticipata flessibile. Questi canali restano percorribili esclusivamente da chi ha maturato i requisiti entro le vecchie scadenze: il 31 dicembre 2024 per Opzione Donna e il 31 dicembre 2025 per la pensione flessibile.
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