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L’affondo del Governo: obbligo vaccinale e scudo penale per i sanitari

Sanità, in otto anni 2 miliardi in meno per il personale

Il Consiglio dei Ministri ha approvato lo schema del nuovo decreto legge recante ulteriori misure di contenimento dell’emergenza sanitaria. Spiccano, tra le disposizioni contenute nel provvedimento, l’obbligo alla vaccinazione per il personale sanitario e lo scudo penale per gli addetti che eseguono la somministrazione dei vaccini.

Il vaccino obbligatorio

Per quanto concerne l’obbligo vaccinale, il decreto impone a ogni ordine professionale competente, entro cinque giorni dall’entrata in vigore dello stesso, di trasmettere alla Regione o alla Provincia autonoma di appartenenza l’elenco degli iscritti, comprensivo del luogo di residenza. Il medesimo onere ricadrà sui datori di lavoro che operano nell’ambito di strutture sociosanitarie, socio-assistenziali, pubbliche o private, farmacie, parafarmacie e studi professionali; questi dovranno redigere e inviare una lista contenente i nominativi dei propri dipendenti. A questa fase seguirà la vaccinazione obbligatoria. Qualora un lavoratore si sottragga, l’ASL competente deve darne comunicazione all’interessato, al datore di lavoro e all’Ordine professionale di appartenenza. Scatterà a questo punto la sospensione dal diritto di svolgere la prestazione lavorativa per la quale è necessario il contatto interpersonale. Tuttavia, la sospensione non potrà durare oltre la fine dell’anno. Segue, a questo punto, il collocamento del lavoratore ad altre mansioni, anche inferiori, con il trattamento economico corrispondente. Se ciò non è praticabile, la retribuzione non sarà corrisposta per il periodo di assenza dal lavoro.

Lo scudo penale

Posto il necessario rispetto delle regole cautelari in materia di vaccinazione, come diffuse da circolari e raccomandazioni elaborate dalle autorità sanitarie, è accantonata la responsabilità del personale per i reati di omicidio colposo e lesioni colpose relativi alla somministrazione del vaccino. Detta iniziativa, commenta il ministro della Giustizia Marta Cartabia “è in linea con l’obiettivo di accelerare il completamento del piano di vaccinazione, priorità di tutto l’Esecutivo. In questa direzione va anche la norma sulla responsabilità sanitaria da somministrazione del vaccino anticovid”. Poca invece la soddisfazione del presidente di FNOMCeO Filippo Anelli, che sperava in un intervento ancora più esteso in grado di garantire tutele maggiori. Nulla a cui non si possa rimediare in sede di conversione del decreto, rassicura il ministro della Salute Roberto Speranza, già al lavoro per elaborare “una protezione legale per il personale sanitario impegnato nell’emergenza che vada oltre la semplice norma approvata sulle vaccinazioni”

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