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La preintesa del nuovo CCNL dei dirigenti e dei segretari: l’analisi dell’esperto

Approfondimento di Carlo Dell'Erba

Il conferimento degli incarichi dirigenziali negli Enti locali

Risistemazione delle scelte normative, aumenti del trattamento economico, revisione degli istituti normativi, assegnazione di compiti gestionali ai segretari, disciplina del conferimento degli incarichi. Sono queste le principali novità contenute nella “Ipotesi di contratto collettivo nazionale di lavoro del personale dell’area delle funzioni locali” per il triennio 2016/2018, sottoscritta a distanza giovedì 16 luglio. Alla stipula di questo documento seguiranno la redazione della relazione illustrativa da parte dell’ARAN, l’esame da parte del comitato di settore e del Governo e, successivamente, la formulazione del parere da parte della Corte dei conti, il che si dovrebbe concludere entro il mese di ottobre, con la conseguenza che i miglioramenti economici e gli arretrati dovranno essere erogati entro il mese di novembre.

I tratti essenziali

Per la prima volta in un unico contratto è compresa la disciplina dei dirigenti delle Regioni e degli Enti locali, dei segretari comunali e provinciali e dei dirigenti amministrativi, tecnici e professionali delle amministrazioni del comparto sanità. Si deve subito sottolineare che, a differenza del passato, il contratto si applica direttamente ed immediatamente anche ai dirigenti assunti con contratto a tempo determinato.
La ipotesi si articola in una parte comune ed in tre sezioni specifiche. Nella parte comune sono disciplinate, ci dice l’ARAN, i seguenti temi: “revisione delle previgenti normative per adeguarle alle innovazioni legislative succedutesi nel decennio di assenza di rinnovi contrattuali con particolare riferimento, tra l’altro, alla disciplina delle relazioni sindacali ed alla materia disciplinare; armonizzazione degli istituti normativi del c.d. pacchetto sociale (permessi, ferie solidali, etc.) già inseriti nei contratti di comparto e delle aree dirigenziali di questa tornata; manutenzione di alcuni istituti che sono stati adeguati alle esigenze interpretative riscontrate nel tempo”.
Sempre per l’ARAN “è stata riformulata in modo completo la parte che riguarda le relazioni sindacali, anche partecipative, con una regolazione semplificata ed unitaria della materia. Si è proceduto anche all’attualizzazione ed alla riscrittura, in armonia con le nuove norme di legge, delle disposizioni concernenti la responsabilità disciplinare. Sono state, infine, ampliate ed innovate alcune tutele, ad esempio quelle concernenti le gravi patologie che necessitano di terapie salvavita, le misure in favore delle donne vittime di violenza, le ferie e i riposi solidali per i dirigenti che debbano assistere figli minori bisognosi di cure.. l’attenzione riservata alla specialità di questa dirigenza, manifestatasi in modo più evidente nel nuovo sistema degli incarichi, volto a valorizzare la carriera dirigenziale, anche professionale, e nel relativo sistema di verifica e valutazione”.
Gli incrementi a regime possono essere quantificati nel “3,48%, corrispondenti ad un beneficio medio complessivo di poco più di 190 euro al mese, distribuito in modo equilibrato per la rivalutazione della parte fissa della retribuzione e delle risorse utilizzate in sede locale per la remunerazione delle condizioni di lavoro, dei risultati raggiunti e degli incarichi dirigenziali. In tale ambito, è stata operata una rivalutazione degli stipendi tabellari a regime di 125 euro mese per tredici mensilità a cui si aggiungono gli ulteriori incrementi che hanno interessato la parte accessoria del salario, con una particolare attenzione agli istituti retributivi più direttamente correlati alla erogazione dei servizi (guardie mediche e retribuzione di risultato)”.

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