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Contenimento Coronavirus: il Ministero del Lavoro investe sullo smart working

Lo smart working dopo l'emergenza Coronavirus

Tra le misure volte ad affrontare la diffusione del Covid-19 (nuovo coronavirus) lo smart working è sicuramente una delle opzioni più discusse e quotate. Infatti, il relativo D.P.C.M. all’art. 2 prevede un’estensione fino al 15 marzo per l’accesso al lavoro agile.

Il contenuto del Decreto

La modalità alternativa di lavoro di cui agli artt. da 18 a 23 della l. 81/2017 è applicabile per i datori che operano in Emilia Romagna, Friuli Venezia Giulia, Lombardia, Piemonte, Veneto e Liguria. Per allentare le formalità burocratica, è possibile l’assolvimento degli obblighi informativi di cui all’art. 22 della legge sopraccitata in via telematica, ricorrendo alla documentazione presente sul sito dell’INAIL.

I lavoratori interessati

La previsione normativa include anche i dipendenti ivi residenti o domiciliati che svolgano attività lavorativa al di fuori di questi territori, e si estende ad ogni rapporto di lavoro subordinato pur senza predisposizione di accordi individuali.

>> CONSULTA IL DPCM ATTUATIVO DEL DECRETO SUL CORONAVIRUS.

>> CONSULTA LA L. 81/2017 IN TEMA DI SMART WORKING.

>> LEGGI ANCHE Smart working: il futuro della prestazione lavorativa?

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