Concorso pubblico, prove scritte e segni di riconoscimento

Le prove scritte svolte dai candidati devono essere anonime: i commissari, in sede di correzione, non devono essere messi nelle condizioni di riconoscere gli elaborati e di ricollegarli ai candidati perché ne sarebbe gravemente pregiudicato il principio di imparzialità di cui all’art. 97 Cost.

7 Febbraio 2018
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Le prove scritte svolte dai candidati devono essere anonime: i commissari, in sede di correzione, non devono essere messi nelle condizioni di riconoscere gli elaborati e di ricollegarli ai candidati perché ne sarebbe gravemente pregiudicato il principio di imparzialità di cui all’art. 97 Cost.

Tuttavia, una prova formalmente anonima può comunque essere attribuibile dal commissario ad uno dei candidati come nel caso in cui il primo sia in grado di riconoscere la calligrafia di un candidato. Al contrario, un elaborato che, obiettivamente, contiene segni di riconoscimento può non essere assistita dall’intenzione del candidato di farsi riconoscere.
In uno degli ultimi casi affrontati dalla giurisprudenza di primo grado (Tar Abruzzo, L’Aquila, sez. I, 14 dicembre 2017, n. 566) è stata ritenuta legittima l’ammissione alla prova orale di un candidato partecipante ad un concorso pubblico che abbia redatto la prova scritta utilizzando il carattere stampatello.

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