Comando e distacco dei dipendenti pubblici: le FAQ

9 Aprile 2024
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Qual è la definizione di comando nel pubblico impiego privatizzato?
Il comando nel pubblico impiego privatizzato si verifica quando un pubblico impiegato, titolare di un posto di ruolo presso una Pubblica Amministrazione, viene temporaneamente assegnato a prestare servizio presso un’Amministrazione o un ente pubblico diverso. Durante il comando, il dipendente presta la sua opera esclusivamente presso l’amministrazione di destinazione, mantenendo però la titolarità del rapporto d’ufficio con l’amministrazione di appartenenza. Il comando comporta una modifica del rapporto di servizio, in quanto il dipendente è inserito nell’amministrazione di destinazione sia dal punto di vista organizzativo-funzionale che gerarchico e disciplinare.

Qual è la differenza tra comando e distacco nel pubblico impiego?
Il comando implica che il dipendente venga temporaneamente assegnato a un’altra Amministrazione o ente pubblico per esigenze esclusive di quest’ultimo, comportando una modifica del rapporto di servizio. Il distacco, invece, si verifica quando il dipendente viene temporaneamente assegnato a un ufficio diverso da quello di appartenenza, ma sempre all’interno dell’amministrazione datrice di lavoro, senza modifica del rapporto di impiego.

Quali sono le limitazioni legislative riguardanti comando e distacco dei dipendenti pubblici?
L’art. 6 del d.l. n. 36/2022 impone limitazioni significative all’utilizzo di comando e distacco nel pubblico impiego. Una delle principali restrizioni è l’introduzione di un tetto massimo del 25% dei posti non coperti tramite mobilità volontaria per l’attuazione di comandi e distacchi. Questo tetto non si applica a determinate categorie di personale, come i dirigenti e coloro con obblighi di legge specifici, e prevede delle eccezioni per partecipazione ad organi istituiti da disposizioni legislative o regolamentari.

Quali sono le conseguenze dell’introduzione di tali limitazioni?
Le limitazioni legislative rendono più restrittivo l’utilizzo di comando e distacco nel pubblico impiego, specialmente per le amministrazioni più piccole. Ciò può influenzare la flessibilità nell’assegnazione del personale e comportare una ridefinizione delle pratiche di gestione delle risorse umane.

Cosa succede in caso di comandi o distacchi già in essere alla data di entrata in vigore delle nuove disposizioni?
La normativa prevede disposizioni specifiche per la gestione dei comandi e distacchi già attivi alla data di entrata in vigore delle nuove limitazioni, al fine di garantire una transizione graduale e agevolare l’assunzione del personale da parte degli enti utilizzatori.

Come viene gestita la partecipazione ad organi istituiti da disposizioni legislative o regolamentari che coinvolgono personale di amministrazioni diverse?
La normativa prevede che non si applichi il tetto massimo del 25% per i comandi e distacchi relativi alla partecipazione ad organi istituiti da disposizioni legislative o regolamentari che coinvolgono personale di amministrazioni diverse, riconoscendo l’importanza di tali incarichi per il funzionamento istituzionale.

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Redazione Il Personale

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