La Certificazione Unica (CU) è il documento con cui il datore di lavoro o l’Ente pensionistico certifica tutti i redditi erogati, le ritenute fiscali e i contributi previdenziali versati per un contribuente in un anno, ed è oggi uno strumento centrale per la dichiarazione dei redditi e per il 730 precompilato. Nel tempo è nata come evoluzione del vecchio CUD ed è stata progressivamente ampliata e “informatizzata” dalle varie riforme fiscali e dai provvedimenti dell’Agenzia delle Entrate.
Cerchiamo di districarne tutti i passaggi
Indice
Da CUD a Certificazione Unica
La “certificazione unica” come obbligo è richiamata nell’articolo 4 del d.P.R. 322/1998 (commi 6‑ter e seguenti), che impongono ai sostituti d’imposta il rilascio di un’apposita certificazione unica anche ai fini contributivi INPS, con contenuti definiti da provvedimento amministrativo.
Con il Provvedimento dell’Agenzia delle Entrate n. 4790 del 15 gennaio 2015 è stato approvato il nuovo modello “Certificazione Unica 2015” che, a partire dal periodo d’imposta 2014, ha sostituito il precedente modello CUD ed è divenuto obbligatorio per certificare non solo i redditi di lavoro dipendente ma anche altri redditi (autonomi, provvigioni ecc.).
Cosa cambia rispetto al CUD?
La CU ha progressivamente ampliato il perimetro dei redditi certificati (inclusi vari redditi di lavoro autonomo e assimilati) e il dettaglio delle informazioni su carichi di famiglia, oneri detraibili/deducibili e dati utili alla dichiarazione precompilata, rendendo più articolata la compilazione per i sostituti d’imposta.
Negli anni i provvedimenti annuali dell’Agenzia delle Entrate (es. approvazione CU2024 e CU2025) hanno via via aggiornato struttura, codici e istruzioni per recepire nuove norme fiscali e previdenziali e per allineare la CU al sistema di dichiarazione precompilata e alla completa telematizzazione degli adempimenti.
La Certificazione Unica 2026 e le novità fiscali per i sostituti d’imposta
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Novità e scadenze per il 2026
L’Agenzia delle Entrate ha approvato il modello CU 2026 con Provvedimento n. 15707 del 15 gennaio 2026, relativo ai redditi corrisposti nel 2025, con istruzioni, frontespizio telematico, quadro CT e specifiche tecniche.
Modello ordinario – pdf
Modello sintetico – pdf
Istruzioni per la compilazione – pdf
Specifiche tecniche – pdf
Il nuovo quadro normativo introduce tre scadenze: il 16 marzo 2026 resta il termine per rilascio della CU sintetica al contribuente e per l’invio delle CU con redditi di lavoro dipendente e assimilati; il 30 aprile 2026 diventa il termine per inviare le CU che certificano esclusivamente alcuni redditi di lavoro autonomo, provvigioni e redditi diversi.
>> CONSULTA IL PROVVEDIMENTO DELL’AGENZIA DELLE ENTRATE.
5 FAQ in materia
A cosa serve la Certificazione Unica?
Serve a certificare i redditi percepiti nell’anno (stipendio, pensione, collaborazioni ecc.), le ritenute IRPEF, le addizionali e i contributi versati, ed è il documento di base per il 730 o il modello Redditi.
Chi la deve rilasciare e quando?
Tutti i sostituti d’imposta (datori di lavoro, Enti pensionistici come INPS, Enti pubblici e privati, soggetti che pagano compensi con ritenuta d’acconto o canoni di affitti brevi con ritenuta). La CU sintetica va consegnata, di regola, entro il 16 marzo dell’anno successivo ai redditi (ad esempio 16 marzo 2026 per i redditi 2025).
La CU ordinaria va trasmessa telematicamente entro il 16 marzo per quelle che alimentano il 730 precompilato; alcune CU che contengono solo determinati redditi di lavoro autonomo o redditi diversi possono essere inviate entro il 30 aprile (novità dal 2026)
Come si ottiene la CU (datore di lavoro e INPS)?
Può essere consegnata in formato cartaceo o elettronico (PDF via email/portale aziendale), purché il lavoratore possa effettivamente entrarne in possesso e conservarla.
La CU INPS è scaricabile online dal sito INPS con SPID, CIE o CNS;
in alternativa si può richiedere tramite CAF/patronati o via PEC, ricevendola nella propria casella di posta.
>> CONSULTA IL SITO DELL’INPS SULLA PAGINA INCENTRATA SULLA CERTIFICAZIONE UNICA.
Cosa controllare nella CU e cosa fare se manca o è sbagliata?
In particolare i dati più importanti da monitorare sono: dati anagrafici, codice fiscale, ammontare dei redditi, ritenute IRPEF e addizionali, contributi previdenziali, detrazioni per lavoro dipendente e per familiari a carico, eventuali bonus/agevolazioni esposte nei nuovi campi (es. cuneo fiscale, somme non imponibili).
Nel caso in cui il datore di lavoro non rilasciasse la CU: il sostituto d’imposta rischia sanzioni per omessa o tardiva certificazione; il lavoratore, per potersi comunque mettere in regola, può sollecitare formalmente il datore, rivolgersi a CAF/professionisti e, in mancanza, ricostruire i redditi con buste paga e CU di altri sostituti.
Se si riscontrano errori: bisogna chiedere al sostituto d’imposta l’emissione di una CU correttiva o sostitutiva e verificare che la versione aggiornata sia stata inviata anche all’Agenzia delle Entrate, per evitare incongruenze con il 730 precompilato.
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