Corte dei Conti boccia il contratto degli statali

Giudizio negativo dei magistrati contabili al rinnovo del contratto degli Statali. Il rinnovo è “deludente” sotto il profilo di una remunerazione che non premia la produttività.

4 Aprile 2018
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I magistrati contabili hanno espresso un giudizio negativo al rinnovo del contratto degli Statali e lo hanno definito “deludente” sotto il profilo di una remunerazione che non premia la produttività e il merito, ma prevede solo l’aumento della parte fissa della retribuzione.

Il vero parametro per certificare la compatibilità economica di incrementi contrattuali, specie se superiori all’andamento dell’inflazione, – spiegano i magistrati contabili (a proposito degli incrementi retributivi pari al 3,48% della massa salariale) – non può prescindere da una valutazione degli effetti della contrattazione, in termini di recupero della produttività del settore pubblico”. E “sotto tale profilo, – rimarcano – l’ipotesi all’esame si rivela complessivamente deludente” perché le risorse messe a disposizione risultano “pressoché esclusivamente per corrispondere adeguamenti delle componenti fisse della retribuzione”.

La Corte, in relazione alla legge n. 15/2009 osserva: “non si può non sottolineare” che tale normativa “affidava alla contrattazione collettiva il compito di procedere ad una sostanziale ridefinizione delle componenti variabili della retribuzione, da destinare prevalentemente a finalità realmente incentivanti e premiali”.

Nella delibera si osserva infatti che gli incrementi retributivi pari al 3,48% della massa salariale, tali da consentire aumenti medi mensili pari a 85 euro a partire da marzo 2018, sono “importi superiori a quelli previsti nel caso in cui si fosse applicato l’indice Ipca o il tasso di inflazione programmato”.

La Corte dei conti certifica la compatibilità economica del contratto, tuttavia “in mancanza di un predefinito parametro di riferimento, – si osserva nella delibera – la verifica della compatibilità economica dei costi contrattuali si rivela, pertanto, di non facile percorribilità”.

 

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