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Pubblico impiego, slitta il decreto sui precari e la mobilità

Ufficialmente c’è l’accordo, sia a livello tecnico che politico.
Di fatto però il Consiglio dei ministri non ha potuto approvare i provvedimenti in materia di pubblica amministrazione, il cui esame era già slittato prima di Ferragosto.
Se ne riparlerà lunedì pomeriggio in un Consiglio dei ministri ad hoc, che dovrebbe precedere di due giorni quello ancora più delicato su Imu, Iva e cassa integrazione in deroga.
I DUE PROVVEDIMENTI Il sottosegretario alla presidenza del Consiglio Filippo Patroni Griffi, ha spiegato che il nodo principale resta la scelta tra le misure che dovranno trovare posto nel decreto legge (e quindi entrare immediatamente in vigore) e quelle che invece seguiranno il percorso più lungo e più incerto del disegno di legge.
Questione meno tecnica di quanto possa sembrare, proprio perché il provvedimento di urgenza è l’unico che può garantire l’effettiva approvazione delle novità e questo vale in particolare in un momento di turbolenza politica.
Sul piano politico, al di fuori della squadra governativa, si muove allo scoperto il capogruppo del Pdl Renato Brunetta, che l’altro giorno aveva lamentato il fatto di non aver potuto leggere i testi definitivi dei provvedimenti, ricordando che comunque per le assunzioni nella pubblica amministrazione vige il vincolo costituzionale del concorso.
E ieri lo stesso Brunetta ha ricordato questo principio, salutando con favore la decisione di rinviare.
Nel merito della questione dei precari comunque l’ex ministro della Funzione pubblica non dovrebbe avere perplessità particolari, visto che nel 2009 quando era al dicastero fu approvato un provvedimento analogo che prevedeva stabilizzazioni con la formula della riserva nei concorsi.
In realtà, al di là del clima politico generale che certo non è favorevole, nel corso della riunione è emerso da parte del Pdl qualche dubbio su un altro aspetto del decreto, la proposta di istituire un’agenzia per la Coesione, in collegamento con l’omonimo dicastero, che avrebbe il compito di migliorare la gestione dei fondi europei.
Ma data l’urgenza per le Regioni di psendere queste risorse, che altrimenti verrebbero perse, è probabile che anche questo aspetto resti all’interno del decreto.
L’impianto di questo provvedimento non dovrebbe subire particolari stravolgimenti rispetto al testo entrato nel Consiglio dei ministri di ieri.
Dunque ci sarà la nuova stretta sull’utilizzo delle auto blu e delle consulenze.
Nel primo caso è prevista l’estensione fino a tutto il 2015 del divieto di acquisto e il rafforzamento dell’obbligo per le amministrazioni di comunicare i dati sulle vetture ai fini del censimento avviato dal Dipartimento della Funzione pubblica: per chi non aderirà scatterà un’ulteriore taglio del 20 per cento della spesa.
Decurtazione che invece interesserà direttamente le consulenze.
In entrambi i casi sono previste anche sanzioni fino a cinquemila euro per i dirigenti responsabili di non aver fatto applicare le disposizioni.
CONCORSI RISERVATI Per quanto riguarda i precari della pubblica amministrazione, l’obiettivo è dare una risposta a circa 150 mila persone che lavorano con contratti a termine in settori importanti quali la sanità o i servizi sociali.
Un problema che esiste da oltre dieci anni, da quando cioè le varie amministrazioni per superare in vincoli imposti alle assunzioni a tempo indeterminato hanno iniziato a fare ricorso a forme di lavoro flessibile: nel corso del tempo si è così ingrossato un bacino di dipendenti in questa situazione e periodicamente si è posta la questione di una loro stabilizzazione.
Il decreto interviene prevedendo la possibilità di concorsi destinati a chi negli ultimi cinque anni ha lavorato a tempo determinato per almeno tre, con una riserva a loro favore.
Contemporaneamente vengono resi più stringenti i vincoli per questo tipo di assunzioni, che dovrebbero essere possibili solo in casi eccezionali per esigenze effettivamente temporanee.

Le misure

Auto blu, resta il divieto di acquisto

Nel decreto dovrebbe essere prorogato fino a tutto il 2015 il divieto di acquisto di autovetture.
Vengono inoltre previste sanzioni per le amministrazioni che non comunicano i dati finalizzati al censimento delle vetture da tempo in corso (in particolare un’ulteriore riduzione del 20 per cento della spesa di uso e manutenzione) e multe fino a cinquemila euro per i funzionari che non si adeguano alla stretta sulla spesa per questa voce.

Consulenze, nuovo taglio del 20 %

La spesa annuale per gli incarichi di consulenza (inclusi quelli affidati agli stessi dipendenti della pubblica amministrazione) non potrà superare l’80 per cento della somma stanziata nel 2012: di fatto è un altro taglio del 20 per cento dopo quelli già adottati in passato.
Inoltre atti e contratti adottati in violazione di questa regola saranno nulli e potranno portare ad una sanzione pecuniaria fino a cinquemila euro per i funzionari responsabili.

Contratti a termine stabilizzati

Le amministrazioni potranno bandire nel rispetto dei vincoli finanziari concorsi per titoli ed esami, finalizzati all’assunzione a tempo indeterminato, riservati a coloro che negli ultimi cinque anni hanno lavorato per almeno tre con contratti a termine, esclusa però la permanenza in uffici di diretta collaborazione degli organi politici.
Contemporaneamente la validità delle graduatorie vigenti è prorogata fino a fine 2015: in questo modo si dà una possibilità a chi ha già vinto un concorso.

Mobilità facile nelle società pubbliche

I dipendenti pubblici che nelle proprie amministrazioni risultano in soprannumero potranno optare entro il 2014 per il lavoro negli uffici giudiziari, dove spesso ci sono posti vacanti.
Inoltre le amministrazioni potranno predisporre piani di ristrutturazione che prevedano il passaggio di dipendenti, anche senza il loro consenso, da una società partecipata ad un altra, con l’obiettivo di ottimizzare la distribuzione del personale.

Gestione flessibile delle eccedenze

Il decreto conferma il complesso delle norme varate negli anni passati per il contenimento delle assunzioni e per la gestione attraverso la mobilità delle situazioni di soprannumero.
Ma introduce alcuni elementi di flessibilità, ad esempio permettendo alle amministrazioni di coprire i posti vacanti in aree diverse da quelle interessate dalle eccedenze di personale, naturalmente nel rispetto delle dovute compatibilità finanziarie.

Per gli statali scorciatoie alla pensione

Per i dipendenti pubblici diventa un po’ più facile passare attraverso le maglie della riforma Fornero: si stabilisce infatti che i nuovi requisiti per la vecchiaia non incideranno sui limiti di età particolari stabiliti in alcuni ordinamenti del pubblico impiego.
Inoltre i dipendenti che avevano conseguito il diritto a qualsiasi forma di pensione con regole antecedenti al 2012 saranno completamente esentati dai vincoli introdotti con la riforma previdenziale.

Fonte: Il Messaggero

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