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P.a., semplificazioni a raffica

Con la pubblicazione sulla Gazzetta Ufficiale n. 194 del 20 agosto della legge n. 98 di conversione del cosiddetto «decreto del fare» (dl 69/2013) inizia ufficialmente la sperimentazione del nuovo indennizzo da ritardo nella conclusione dei procedimenti amministrativi. Ma per le p.a. il provvedimento contiene anche numerose altre novità. In caso di mancato rispetto del termine per concludere le pratiche, l’amministrazione responsabile dovrà corrispondere all’interessato, a titolo di indennizzo per il mero ritardo e con decorrenza dalla data di scadenza, una somma pari a 30 euro per ogni giorno di ritardo e comunque complessivamente non superiore a 2.000 euro. In sede di prima applicazione, la misura si applicherà solo ai procedimenti amministrativi relativi all’avvio e all’esercizio dell’attività di impresa. Dopo 18 mesi, un regolamento statale, sulla base del monitoraggio relativo alla sua applicazione, ne stabilirà la conferma, la rimodulazione, anche con riguardo ai procedimenti amministrativi esclusi, o la cessazione, nonché eventualmente il termine a decorrere dal quale essa verrà estesa, anche gradualmente, ad altri procedimenti. Anche a regime, comunque, l’indennizzo potrà essere previsto solo nei procedimenti a iniziativa di parte per i quali sussiste l’obbligo di pronunziarsi, con esclusione, quindi, di quelli avviati d’ufficio. Rimangono fuori dall’ambito di applicazione del nuovo istituto anche le ipotesi di silenzio qualificato (silenzio assenso e silenzio rigetto) e i concorsi pubblici. Come detto, però, per le p.a. sono previste altre rilevanti novità. Fra queste, spicca il nuovo sistema delle date uniche di efficacia dei nuovi obblighi amministrativi, che scatteranno dal 1° luglio o dal 1° gennaio successivi all’entrata in vigore delle norme che li prevedono (fatte salve particolari esigenze di celerità dell’azione amministrativa), e la definitiva messa al bando delle comunicazioni a mezzo fax, oramai del tutto soppiantato dalle trasmissioni per via telematica. Cambiano anche le modalità di pagamento delle sanzioni per infrazioni al codice della strada: chi si presenterà alla cassa entro cinque giorni beneficerà di uno sconto del 30%. La misura (destinata ad avere un impatto notevole soprattutto sulle casse dei comuni) riguarda i verbali notificati da oggi, mentre per i preavvisi non ancora notificati occorre attendere istruzioni più precise. È invece saltato per le difficoltà applicative cui avrebbe dato luogo lo sconto per gli automobilisti virtuosi. Assai ricco il pacchetto per gli enti territoriali. Innanzitutto, ritorna in auge il federalismo demaniale, lanciato in pompa magna nella scorsa legislatura, ma finora rimasto sulla carta. Entro il prossimo 30 novembre, gli enti locali potranno richiedere l’assegnazione di beni statali all’Agenzia del demanio, specificando le finalità di utilizzo e indicando le eventuali risorse finanziarie a ciò preordinate. La richiesta dovrà essere evasa dal Demanio entro 60 giorni, previamente interpellando le amministrazioni che hanno in uso i beni opzionati. In caso di alienazione, i proventi dovranno essere destinati, per il 75%, alla riduzione del debito dell’ente che li acquisiti e solo in assenza di debito potranno finanziare spese di investimento. Il restante 25%, invece, dovrà confluire nel fondo ammortamento dei titoli di stato. Province e comuni incassano anche una serie di norme che alleggeriscono i limiti alla rispettiva capacità di spesa. Diventa meno rigido il tetto alle uscite per l’acquisto di mobili e arredi (attualmente fissato al 20% della spesa media 2010/2011), che non si applica più a quelli destinati all’uso scolastico e ai servizi per l’infanzia. Inoltre, viene agevolata l’assunzione mediante forme di lavoro accessorio del personale impegnato in attività sociali. Misure ad hoc riguardano gli enti dissestati e quelli in predissesto. Questi ultimi, se si trovano ad inizio mandato, possono rimodulare il piano di riequilibrio (se non ancora esaminato dalla Corte dei conti) entro 60 giorni dalla sottoscrizione della relazione di inizio legislatura. Agli enti che hanno deliberato il dissesto negli ultimi due anni è riservata una quota annua (fino a 100 milioni di euro) delle risorse stanziate dal decreto «sblocca pagamenti» (dl 35/2013), al fine di agevolare il pagamento dei rispettivi debiti. Novità anche per il servizio di tesoreria: i gestori che rivestono la qualifica di società per azioni (spa) hanno facoltà di delegare, anche nell’ambito dei contratti in essere, la gestione di singole fasi o processi del servizio a loro controllate, ferma restando la loro responsabilità e in ogni caso senza costi aggiuntivi per gli enti. Previste risorse aggiuntive a favore dei comuni con meno di 5.000 abitanti, che potranno accedere al programma «6.000 campanili» per finanziare investimenti infrastrutturali sul patrimonio, reti viarie, telematiche e wi-fi, nonché per la messa in sicurezza del territorio. Prevista, inoltre, la possibilità di finanziare i progetti di recupero urbano del «piano città» con i fondi strutturali. A tal fine, potranno essere stipulati accordi diretti fra i singoli municipi e le autorità, nazionali o regionali, di gestione dei predetti fondi. L’operatività di Equitalia nel settore della riscossione delle entrate locali viene procrastinata fino al prossimo 31 dicembre, in attesa della riforma organica del settore. La proroga vale anche per le società private, che potranno proseguire le attività di accertamento e riscossione. Infine, da segnalare gli interventi sulle società pubbliche, con il taglio dei compensi ai manager e lo slittamento a fine anno dei termini per la dismissione di quelle strumentali.

Fonte: Italia Oggi

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