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Statali precari, proroga a luglio per i contratti in scadenza a fine anno

Non è una soluzione definitiva, ma consentirà ai 250.000 precari della pubblica amministrazione di trascorrere il prossimo Natale con minore ansia: è in arrivo la proroga fino al 31 luglio dei contratti in scadenza.
Il provvedimento, da presentare come emendamento governativo alla legge di Stabilità, sarà illustrato domani in Consiglio dei ministri dal titolare della Funzione Pubblica, Filippo Patroni Griffi.
Non ci dovrebbero essere sorprese per il via libera.
La proroga «non produce oneri» e «non è generalizzata», spiega il capo-dipartimento della Funzione pubblica, Antonio Naddeo.
In ogni caso si tratterà di una proroga «fermo restando i vincoli finanziari», ovvero «se l’amministrazione non ha i soldi può pure non farla.
È una decisione che rientra nell’ambito della sua autonomia».
Lo stesso Naddeo però rassicura: «In genere le amministrazioni i fondi li hanno, il problema era che tanti precari avevano raggiunto il tetto massimo di 36 mesi».
Nonostante sia solo «una soluzione tampone» l’annuncio ha soddisfatto i sindacati che ora avranno più tempo per definire un accordo quadro nazionale.
La trattativa partirà già la prossima settimana.
«È un risultato che permette di costruire un percorso» commenta il responsabile settori pubblici della Cgil, Michele Gentile.
Parla di «giudizio positivo» la Cisl, di «accoglienza favorevole» la Uil, di «primo passo avanti» l’Ugl.
Tutti i sindacati naturalmente si riservano di verificare il testo dell’emendamento che verrà proposto (e si spera accettato) in Consiglio dei ministri.
Lunedì ci sarà un nuovo incontro a Palazzo Vidoni tra i rappresentanti dei lavoratori e l’Aran.
Ma c’è anche un’altra notizia positiva per i precari.
Sempre come emendamento alla legge di stabilità, sarà presentata una norma che assegna una sorta di corsia preferenziale per le prossime assunzioni ai precari che hanno lavorato nella pubblica amministrazione più di 36 mesi.
«Stiamo pensando a una riserva dei posti per i precari, nei limiti dei principi costituzionali, quando si farà un concorso pubblico» conferma Naddeo.
La norma varrà già dal 2013, anche se – visto il semiblocco del turnover (un’assunzione ogni 5 uscite) fino al 2014 – avrà una valenza significativa solo dal 2015.
Proprio a causa dei blocchi nelle assunzioni, negli ultimi 5 anni il numero dei precari è già molto diminuito.
Basti pensare che nel 2007 erano 386.9619.
Dei 250.000 attuali, 135.000 sono nella scuola, 15.000 nelle amministrazioni centrali, 35.000 nella sanità e ben 65.000 lavorano nelle Regioni e negli enti locali.
Non è un caso che ieri anche dall’Anci (associazione dei Comuni) è arrivata un apprezzamento per la possibilità della proroga.

Fonte: Il Messaggero

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