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P.a., riserva del 50% ai precari

Metà dei posti in ballo nei nuovi concorsi della pubblica amministrazione «prenotata» (fino al 2016) dai precari, purché abbiano alle spalle contratti a termine per almeno tre anni nell’ultimo quinquennio. E maglie (sempre più) larghe per il Sistri, poiché le sanzioni per chi non ottempererà ai vincoli del metodo informatizzato per tracciare i rifiuti resteranno «congelate» per almeno dieci mesi, mentre le imprese agricole ne saranno addirittura esentate. Diventa legge il giorno prima della sua decadenza il decreto 101/2013, contenente misure finalizzate alla riduzione delle spese, la mobilità e l’efficienza amministrativa, approvato definitivamente ieri, in terza lettura, a palazzo Madama, con 174 voti a favore, 53 contrari e un astenuto. Per porre un argine al precariato, dunque, viene sanzionata la stipulazione di contratti che eludono l’obbligo di reclutamento tramite concorso: per tutto il 2016 la p.a. potrà effettuare assunzioni ricorrendo alle graduatorie vigenti di vincitori e idonei. E, per quel che concerne i nuovi bandi, sempre fino al 31 dicembre 2016 saranno riservati a chi vanta rapporti pari a tre anni di servizio negli ultimi cinque; più agevole, poi, il trasferimento degli addetti con la stessa qualifica da una struttura all’altra, anche senza tener conto del blocco del «turn over». Addio alla moltiplicazione di concorsi: scatteranno dal 1° gennaio le procedure uniche, organizzate dal dipartimento della Funzione pubblica della presidenza del Consiglio con la commissione per l’attuazione del progetto Ripam (che raccoglie le iscrizioni); tuttavia, nell’eventualità siano riscontrate carenze di organico relative a una singola regione, e vi siano amministrazioni con necessità di dotarsi di «specifiche professionalità», spetterà a esse l’avvio dei bandi. Una norma, inoltre, dà una chance ai lavoratori a termine nelle province (in via di riordino), i cui contratti potranno essere allungati fino al prossimo 31 giugno, così come si apre all’inserimento degli ex collaboratori di giustizia nel pubblico impiego. Quanto al personale in esubero (si contano a oggi circa 7-8 mila unità rilevate solo nelle amministrazioni centrali), viene prorogata la possibilità di andare in pensione con le regole antecedenti la riforma Fornero (214/2011), portando da fine 2014 a fine 2015 il limite per il raggiungimento dei requisiti; niente più «accumuli di reddito», poi, per dirigenti delle società partecipate in attivo (escluse quelle che emettono «strumenti finanziari», fra cui Eni e Finmeccanica), i cui emolumenti non si sommeranno all’eventuale trattamento pensionistico di vecchiaia o anzianità, mentre i manager con prestazione previdenziale di aziende che abbiano chiuso l’esercizio in perdita dovranno lasciarle, cessando il rapporto «entro il 31 dicembre 2013». Per migliorare la gestione delle cospicue e preziose risorse europee nasce l’agenzia per la coesione territoriale, che presidierà la fase di attuazione e avrà funzioni di monitoraggio sistematico dei progetti, e soprattutto di accompagnamento e supporto degli enti centrali e regionali titolari degli interventi finanziati dai fondi strutturali e dal Fondo sviluppo e coesione; l’organismo, si legge nel provvedimento, potrà anche assumere poteri sostitutivi, nel caso in cui si verifichino gravi inadempienze, o ritardi ingiustificati. Infine, il dl 101 ammorbidisce il Sistri, la procedura per tracciare i rifiuti, entrata in vigore il 1° ottobre: sanzioni «al palo» per almeno dieci mesi, in attesa di un decreto che disciplini la sperimentazione. E aziende agricole sollevate dagli obblighi

Fonte: Italia Oggi

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