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P.a., il personale a dieta

Scatta l’operazione del taglio delle dotazioni organiche nelle pubbliche amministrazioni centrali, che potrebbe portare alla dichiarazione di eccedenza, con conseguente risoluzione anticipata del rapporto di lavoro, per oltre 7.000 dipendenti.Con tre decreti del presidente del consiglio, inizia il processo di attuazione dell’articolo del dl 95/2012, convertito in legge 135/2012 (la cosiddetta «spending review»), dal quale deriva l’obbligo di revisionare gli assetti organizzativi delle amministrazioni pubbliche centrali, con una sforbiciata alle dotazioni organiche.
Le amministrazioni dello Stato, anche ad ordinamento autonomo, le agenzie, gli enti pubblici non economici, gli enti di ricerca, nonché gli enti pubblici previsti dall’articolo 70, comma 4, del dlgs 165/2001 debbono ridurre gli uffici dirigenziali, di livello generale e di livello non generale e le relative dotazioni organiche, in misura non inferiore, per entrambe le tipologie di uffici e per ciascuna dotazione, al 20% di quelli esistenti; per quanto concerne, invece, il personale non dirigenziale, le dotazioni organiche vanno tagliate in misura non inferiore al 10% della spesa complessiva relativa al numero dei posti di organico.
Il Dpcm del 22 gennaio 2013 riguarda 50 amministrazioni pubbliche (di cui 9 Ministeri, 21 enti di ricerca, 20 enti pubblici non economici); un decreto del 23 gennaio 2013 ha applicato i tagli a Inps ed Enac; il terzo Dpcm, sempre del 23 gennaio 2013 ha preso di mira 24 enti Parco nazionali.I provvedimenti adottati dal Presidente del consiglio non sono ancora esecutivi, perché in attesa della registrazione da parte della Corte dei conti.Per le amministrazioni interessate, tuttavia, si apre il percorso per la gestione delle possibili eccedenze.
In particolare, occorrerà attivarsi per individuare con priorità i dipendenti che abbiano i requisiti per andare in pensione o che, secondo un percorso graduale, ottengano il pensionamento entro un quadriennio, nel rispetto delle indicazioni fornite da Palazzo Vidoni con la direttiva 10/2012.
Le stime della Funzione pubblica (riportate nella tabella a fianco) sono di 7.416 dipendenti destinati alla cessazione anticipata del rapporto di lavoro, come effetto immediato della riduzione dei posti disponibili nelle dotazioni organiche.Gran parte di questi dipendenti, a seguito dei Dpcm varati nei giorni scorsi, fa parte dell’Inps.
La nuova dotazione organica dell’Istituto vedrà 23.420 dipendenti in totale, dei quali 345 sono dirigenti di prima e seconda fascia.Il taglio è piuttosto consistente, se rapportato alla dotazione organica rilevata per il 2011 dalla Corte dei conti, sezione del controllo sugli enti, con determinazione 91/2012.
La magistratura contabile aveva rilevato una dotazione di 29.262 dipendenti ma, soprattutto una «consistenza», cioè il personale effettivamente in servizio, di 26.707 dipendenti.
Il taglio sarebbe, dunque, di 3.287 dipendenti, una cifra che si avvicina alle stime circolate nei mesi scorsi, anche se occorrerebbe verificare la consistenza ufficialmente registrata nel 2012.Gli effetti della revisione delle dotazioni organiche, comunque, non si limiteranno solo ad una limatura dei posti «teorici», ma incideranno effettivamente sul personale in servizio.
Per esempio, la nuova dotazione organica del Ministero del lavoro e delle politiche sociali prevede complessivamente 7.331 dipendenti (di cui 159 dirigenti) a fronte di un numero di dipendenti registrato dalla Ragioneria generale dello Stato nel Conto annuale del personale di 7.646 dipendenti.
In questo caso, il taglio sarebbe di 315 lavoratori.
Replicando questi numeri per le decine di amministrazioni coinvolte nell’operazione, le stime della Funzione pubblica appaiono effettivamente vicine alla realtà.
Non mancano, comunque, le sorprese guardando le dotazioni delle molte amministrazioni interessate dai Dpcm.
Se, per un verso, la riduzione degli oltre 7 mila dipendenti appare effettiva, l’obiettivo più volte enunciato di avere un dirigente ogni 30 dipendenti appare molto meno facile da conseguire.
Presso l’Ente nazionale per il microcredito in dotazione vi è un dirigente a fronte di 16 dipendenti; peggiore è l’incidenza dirigenti/dipendenti nell’Unioncamere, ove sono previsti 6 dirigenti e 61 dipendenti (un rapporto di uno a dieci).
Ma, ancora peggiori sono i dati della dotazione dell’Agenzia nazionale per i servizi sanitari, con 7 dirigenti per 39 dipendenti (1 su 5,5 quasi) e quelli dell’Agenzia nazionale di valutazione del sistema universitario e della ricerca: 3 dirigenti e 15 dipendenti.

Fonte: Italia Oggi

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