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Premi e disincentivi per le amministrazioni

Incentivi per le amministrazioni virtuose e disincentivi, magari sotto forma di tagli lineari, per le strutture meno collaborative.
A far scattare questo “mix” di misure nei confronti dell’intera Pa sarà direttamente il Governo con l’obiettivo di fertilizzare il più possibile il terreno della spending review.
Un’indicazione chiara, che è contenuta nel Documento di indirizzo per l’attività di revisione della spesa pubblicato dalla Presidenza del Consiglio.
Nel Documento si conferma che con il piano di spending per il periodo 2014-2016 l’esecutivo conta di recuperare risorse «equivalenti ad almeno due punti percentuali di Pil (circa 32 miliardi) entro il 2016, con risparmi significativi anche nel 2014 e nel 2015».
Tre gli obiettivi strategici del Governo: modernizzazione dei processi di spesa, contenimento dei costi e miglioramento dei servizi pubblici offerti ai cittadini.
Il tutto facendo leva sul programma di interventi che sarà proposto dai gruppi di lavoro guidati da Carlo Cottarelli.
Il commissario straordinario – che ieri ha confermato che «nel 2014 ci sarà già la possibilità di ridurre sprechi e quindi la tassazione sul lavoro» – entro febbraio 2014 dovrà completare una prima ricognizione per individuare i primi tagli selettivi da «implementare» poi nella primavera del prossimo anno «nel contesto del nuovo Def».
Entro fine 2014, si ricorda nell’atto di indirizzo di Palazzo Chigi, dovrà essere ultimata una seconda fase di ricognizione tecnica «come input alla legge di stabilità per il 2015».
Per tagliare questi traguardi il Governo punta al «coinvolgimento dell’intera Pa», alla «piena cooperazione degli enti territoriali, che gestiscono quasi un terzo della spesa primaria» e a un «elevato grado di coordinamento tra le pubbliche amministrazioni».
Un ruolo chiave nella strategia del l’esecutivo lo avranno anche le parti sociali con le quali sarà attivata «una consultazione regolare».
Il Governo assicura poi che il Parlamento sarà regolarmente informato sul progresso delle attività di revisione della spesa.
Ma il vero snodo del processo di spending resta quello legato alla risposta alle sollecitazioni che arriverà dalle singole amministrazioni.
Anche per questo motivo il Governo pensa di premiare le strutture più collaborative con incentivi («per esempio consentendo alle amministrazioni di trattenere una frazione dei risparmi individuati per effettuare spese prioritarie»).
E di far scattare disincentivi nei confronti di enti e uffici «che dimostrino inerzia, per esempio con tagli decisi a livello centrale».
Palazzo Chigi conta anche su un «contributo attivo da parte dell’opinione pubblica», dalla quale si attende «segnalazioni di aree di inefficienza e proposte costruttive su possibili rimedi, compresi i soggetti collettivi presenti a tutti i livelli della società civile».
In quest’ottica il Governo promette di rafforzare la «disponibilità di informazioni sulla spesa pubblica, anche con la pubblicazione «di classifiche di efficienza delle amministrazioni pubbliche».

Fonte: Il Sole 24 Ore

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