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Lazio, Regione affronti subito il nodo dei precari

20070220 - ROMA - ECO - STATALI: SINDACATI ANNUNCIANO, SCIOPERO A MARZO. Un corteo di dipendenti pubblici a Roma, in una immagine di archivio. I sindacati del pubblico impiego hanno indetto lo stato di agitazione della categoria e annunciano uno sciopero della categoria, da attuare nel mese di marzo, in assenza di risposte da parte del governo. In particolare Fp-Cgil, Fp-Cisl, Fpl-Uil e Pa-Uil chiedono 
l'applicazione del recente Memorandum sulla riforma della pubblica amministrazione, con l'avvio rapido delle trattative per il rinnovo contrattuale, e l'avvio della previdenza integrativa anche per il pubblico impiego.
ANSA/ARCHIVIO - DANILO SCHIAVELLA - DRN

Per la Fp Cgil Roma e Lazio la Regione Lazio deve convocare subito i sindacati per affrontare il nodo della stabilizzazione dei precari e frenare le voci allarmistiche.

“In questi giorni – spiega il segretario generale Natale Di Cola – da più parti si fa confusione sul tema dei precari e delle nuove assunzioni del sistema sanitario regionale. I decreti annunciati in queste ore dalla giunta sono la naturale prosecuzione di un percorso già avviato e concertato con le organizzazioni sindacali. Si è finalmente aperta una nuova stagione. Ma dopo queste prime importanti assunzioni si deve tornare alla normalità e coprire le croniche carenze di organico“.

Serve una convocazione urgente, continua Di Cola, per “rassicurare le lavoratrici e i lavoratori, comprensibilmente turbati dalle notizie allarmistiche circolate in questi giorni. Ma non servono pacche sulle spalle. Servono fatti concreti, quindi la predisposizione dei provvedimenti rimasti in sospeso, per garantire continuità occupazionale e dei servizi”. E Di Cola così conclude: “L’immissione di energie nuove e la garanzia del lavoro per chi già offre servizi non possono entrare in contrapposizione e tutte le forze responsabili devono contribuire affinché questo percorso si acceleri e tenga dentro tutti. Sarebbe una sconfitta se in un momento di convergenza su temi tanto strategici e in discontinuità con il passato si smarrisse la via del confronto alimentando divisioni nel mondo del lavoro”.

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