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Inpdap, conta l’ultimo stipendio

La riforma Monti-Fornero ha previsto che dal 1° gennaio 2012, e con riferimento alle anzianità contributive maturate a decorrere dalla medesima data, la quota di pensione corrispondente a tali anzianità viene calcolata con il sistema contributivo.
La norma riguarda tutte le persone salvaguardate dalle precedenti riforme che potevano vantare 18 anni di contributi al 1995: i cosiddetti retributivi. L’Inps ha diffuso due circolari sulla riforma il 14 marzo scorso senza specificare le modalità di calcolo dei trattamenti pensionistici.
Fino al 2011 per i lavoratori pubblici iscritti all’ex Inpdap, la pensione calcolata con il sistema retributivo era composta da due quote: la quota A, calcolata con riferimento allo stipendio annuo fisso e continuativo dell’ultimo giorno di servizio, e la quota B, calcolata con riferimento alla retribuzione media pensionabile degli ultimi dieci anni antecedenti la data di cessazione.
Con il decreto Salva Italia in molti si sono chiesti quali siano le retribuzioni da prendere a riferimento per determinare la nuova rendita pensionistica. Il dubbio è relativo a quali retribuzioni fare riferimento: quelle percepite al 31 dicembre 2011, oppure quelle successive in funzione della data di cessazione. Il fatto che l’istituto di previdenza non abbia sciolto immediatamente il dubbio ha generato negli operatori alcune incertezze. Le pensioni liquidate nei primi mesi di quest’anno erano infatti “cristallizzate” al 2011 senza tener conto delle retribuzioni successive. Tuttavia le modalità stabilite dall’articolo 7 della riforma Amato (Dlgs 503/1992) sono ancora in vigore. Ne deriva che la quota A sarà calcolata sempre con riferimento alla retribuzione annua fissa e continuativa dell’ultimo giorno di servizio e la quota B con riferimento alla retribuzione media pensionabile dell’ultimo decennio.
In tal senso stanno operando le sedi ex Inpdap da qualche giorno per la liquidazione delle rate di giugno. La quota contributiva (quota C) sarà calcolata con riferimento alle retribuzioni percepite dal 2012 fino alla cessazione, secondo le regole del montante contributivo. La modalità di calcolo della pensione degli ex retributivi (misto Monti) segue le stesse “logiche” del sistema misto Dini e il coefficiente di rendimento “retributivo” si blocca al 31 dicembre 2011, anziché al 1995. L’esempio in pagina mostra come la novità favorisce i soggetti che hanno 40 anni di contributi al 31 dicembre 2011 e cesseranno dopo tale data.

Fonte: Il Sole 24 Ore

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