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Il personale dei comuni a tempo indeterminato [scheda n. 6]

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Al 31 dicembre 2012 i dipendenti a tempo indeterminato(1) nelle amministrazioni comunali del Paese sono 380.887 (Tabella 1). 
Si tratta di un universo composto, in maniera quasi equivalente, da donne e da uomini, con una leggera prevalenza delle prime sui secondi. L’incidenza dei dipendenti a tempo indeterminato di genere femminile è infatti pari al 52,7%.  La presenza di dipendenti a tempo indeterminato donne è maggiore rispetto al valore medio in tutti i comuni delle regioni del nord e, al centro, solo in quelli di Lazio e Toscana. Da rilevare che nei comuni dell’Emilia Romagna oltre due dipendenti a tempo indeterminato su tre sono di genere femminile. Al contrario nelle amministrazioni comunali meridionali, insulari e in quelle delle restanti regioni del centro, Marche (49,2%) e Umbria (52,1%) l’incidenza percentuale di personale di genere femminile a tempo indeterminato è inferiore alla media. In queste realtà, infatti, la proporzione tra i generi si ribalta e a prevalere sono i dipendenti uomini. Nei comuni della Calabria e in quelli della Campania i dipendenti uomini sono circa due volte e mezzo in più delle colleghe donne.  
Il maggior numero di dipendenti a tempo indeterminato, 58.406, si rileva nelle amministrazioni comunali della Lombardia. In termini percentuali, questo valore rappresenta il 15,3% del personale a tempo indeterminato complessivo. Seguono i comuni siciliani e del Lazio, entrambi con circa 38.000 dipendenti a tempo indeterminato, e della Campania, con 33.907, rispettivamente il 10,2%, il 10,1% e l’ 8,9% del totale. 
Nelle amministrazioni della Valle d’Aosta i dipendenti a tempo indeterminato sono 1.451, circa quaranta volte meno di quelli della Lombardia e rappresentano lo 0,4% dei tempi indeterminati totali. 

Tabella 1 Il personale a tempo indeterminato, per genere e regione, 2012

Regione

Valore assoluto

Valore percentuale

Incidenza % donne

Uomini

Donne

Totale

Piemonte

10.984

17.947

28.931

7,6%

62,0%

Valle d’Aosta

605

846

1.451

0,4%

58,3%

Lombardia

21.503

36.903

58.406

15,3%

63,2%

Trentino-Alto Adige

3.910

4.940

8.850

2,3%

55,8%

Veneto

10.793

15.261

26.054

6,8%

58,6%

Friuli-Venezia Giulia

3.985

5.797

9.782

2,6%

59,3%

Liguria

6.096

7.338

13.434

3,5%

54,6%

Emilia-Romagna

9.675

20.061

29.736

7,8%

67,5%

Toscana

11.571

14.692

26.263

6,9%

55,9%

Umbria

2.715

2.953

5.668

1,5%

52,1%

Marche

4.901

4.753

9.654

2,5%

49,2%

Lazio

15.288

23.048

38.336

10,1%

60,1%

Abruzzo

4.083

2.849

6.932

1,8%

41,1%

Molise

1.160

615

1.775

0,5%

34,6%

Campania

24.365

9.542

33.907

8,9%

28,1%

Puglia

9.919

6.935

16.854

4,4%

41,1%

Basilicata

2.371

1.311

3.682

1,0%

35,6%

Calabria

8.214

3.477

11.691

3,1%

29,7%

Sicilia

22.304

16.412

38.716

10,2%

42,4%

Sardegna

5.853

4.912

10.765

2,8%

45,6%

Totale

180.295

200.592

380.887

100,0%

52,7%

Fonte elaborazione Ifel-Dipartimento Economia Locale su dati Ministero dell’Economia e delle Finanze (2013)

Per quanto riguarda la distribuzione del personale a tempo indeterminato nelle diverse classi di ampiezza demografica comunale, si osserva, in linea di massima, un rapporto di proporzionalità diretta: al crescere della classe demografica anche il numero di dipendenti si incrementa (Tabella 2).  
Si passa, infatti, dalle 23.253 unità dei comuni con meno di 1.999 abitanti, il 6,1% del totale, alle oltre 90mila delle 12 città più popolose (oltre 250.000 residenti), che costituiscono poco meno del 24% del totale del personale a tempo indeterminato. Unica eccezione al trend di crescita evidenziato si rileva nei comuni della fascia 60.000-249.999, in cui il numero di dipendenti si riduce rispetto alla classe precedente (17,1% contro 19,3% rispettivamente). 
Analogamente, anche l’incidenza di dipendenti a tempo indeterminato di genere femminile aumenta al crescere della taglia demografica comunale. Nei comuni medio grandi, a partire da quelli con popolazione superiore ai 10.000 residenti esse rappresentano sempre la maggioranza.  
Il valore più alto si raggiunge in corrispondenza delle città con più di 250.000 abitanti; qui, le donne,  sono 60 su 100 dipendenti a tempo indeterminato.  

Tabella 2 Il personale a tempo indeterminato, per genere e classe demografica, 2012

Classe di ampiezza demografica

Valore assoluto

Valore percentuale

Incidenza % donne

Uomini

Donne

Totale

0 – 1.999

13.633

9.620

23.253

6,1%

41,4%

2.000 – 4.999

20.361

16.722

37.083

9,7%

45,1%

5.000 – 9.999

21.149

20.764

41.913

11,0%

49,5%

10.000 – 19.999

24.248

25.503

49.751

13,1%

51,3%

20.000 – 59.999

36.462

37.188

73.650

19,3%

50,5%

60.000 – 249.999

28.432

36.685

65.117

17,1%

56,3%

>= 250.000

36.010

54.110

90.120

23,7%

60,0%

Totale

180.295

200.592

380.887

100,0%

52,7%

Fonte elaborazione Ifel-Dipartimento Economia Locale su dati Ministero dell’Economia e delle Finanze (2013)

(1) Il personale a tempo indeterminato è costituito dal personale comunale totale al netto dei segretari comunali, dirigenti, contrattisti, collaboratori a tempo determinato, direttori generali, dirigenti, alte ed altre specializzazioni fuori dotazione organica, personale della scuola a tempo determinato.

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