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Già in atto la stretta su auto blu e Province

Sulla spending review non si parte da zero. È una delle tesi ribadite ieri dal Governo. Per sostenerla, in allegato al comunicato stampa con le decisioni assunte dal Consiglio dei ministri di ieri, è stato pubblicato anche il riassunto delle puntate precedenti. Che spazia dal tetto sulle retribuzioni pubbliche al taglio delle Province alla stretta sulle auto blu. Il documento in 4 pagine e 11 punti, intitolato “Cosa è stato fatto finora”, indica tutte le iniziative messe in cantiere, da dicembre a oggi, dall’Esecutivo Monti per sfoltire i costi degli apparati burocratici. A cominciare dalla fissazione allo stesso livello dello stipendio del primo presidente della Corte di Cassazione (e cioè a 293mila euro) della soglia massima per le retribuzioni dei dirigenti pubblici. Che va in abbinata al divieto di cumulare le retribuzioni in presenza di più incarichi se non nella misura massima del 25 per cento e sempre rispettando il tetto. Il secondo paragrafo è destinato alla riduzione delle Province tornata d’attualità dopo il recente richiamo della Bce a insistere sull’accorpamento degli enti di area vasta. Ebbene, il Governo ricorda che, da un lato, l’eliminazione delle giunte e la trasformazione dei consiglio in organi rappresentativi dei consigli comunali del territorio produrrà risparmi per 34 milioni (fonte Upi) e, dall’altro, si sta lavorando alla riduzione delle loro funzioni operative intorno a un nucleo base fatto di gestione del territorio, trasporti e mobilità. Di capitolo in capitolo si passa alla riduzione dei voli di Stato (-92% di ore volate) e delle auto blu. Che, a detta dell’Esecutivo, sono già state tagliate del 13% nel 2011. La potatura proseguirà nel 2012 quando sono attesi 300 milioni di minori spese tra Pa centrali e locali. A proposito di pubblica amministrazione il report cita poi i risparmi prodotti da quattro misure di contenimento del personale: 15,5 milioni sugli uffici di diretta collaborazione; 4 milioni per blocco del turn over e congelamento contratti nel pubblico impiego; 2,3 milioni sulle strutture di missione; 46mila euro sulle consulenze. Sempre a proposito di Pa spiccano sia la riforma della Difesa con cui si cercherà di ridurre il personale militare a 150mila unità e quello civile a 20mila sia il ricordo della recente circolare di febbraio del presidente del Consiglio che invita tutti dipendenti di Economia e Palazzo Chigi a evitare le spese di rappresentanza e rispedire al mittente i regali di valore superiore ai 150 euro. Completano la lista degli interventi già avviati l’operazione trasparenza sugli stipendi di ministri e sottosegretari, l’accorpamento degli enti previdenziali, la riduzione dei membri delle Authority e la riforma della protezione civile varata ieri (su cui si veda altro articolo a pagina 19).

Fonte: IL SOLE 24ORE

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