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Federalismo responsabile e abolizione delle province

A livello nazionale per Confindustria è necessaria una governance pubblica coordinata e snella, con «istituzioni in grado di decidere». La strategia si basa «sulla riduzione dei livelli di governo e il taglio dei costi della politica». Per questo bisogna «spendere meglio le risorse, assicurare qualità delle regole e dei servizi alle imprese e ai cittadini». Serve prima di tutto una riforma delle istituzioni: «Velocizzare il recepimento delle direttive Ue, superare il bicameralismo perfetto, ridurre il numero dei parlamentari, prevedere in Costituzione il divieto di oneri non compensati e di gold plating, nonché il divieto di modificare le condizioni dei contratti nel corso della loro esecuzione». Va inoltre riformato il Titolo V della Costituzione: bisogna perciò «attribuire allo Stato le competenze su materie di interesse nazionale, abolire le Province, accorpare i piccoli Comuni, istituire le città metropolitane e puntare a un federalismo responsabile, con efficaci controlli preventivi e successivi sulla spesa. Inoltre va «proseguito il processo di liberalizzazione, applicando i criteri europei sugli affidamenti in house» e vanno aperti i mercati «con l’inserimento in Costituzione del principio della concorrenza». Il sistema sanitario va reso sostenibile, con «l’effettiva concorrenza tra pubblico e privato nell’erogazione dei servizi». E vanno allineati «i tempi della giustizia civile alla media europea». Sul fronte della pubblica amministrazione e della semplificazione invece, occorrono «regole semplici e procedure rapide». La Pa va riorganizzata. Per centrare l’obiettivo bisogna: «ridurre gli enti, concentrare le funzioni, attuare i processi di riorganizzazione degli uffici, prevedere un meccanismo di premi e sanzioni e potenziare la formazione del personale». Inoltre è necessario: «abbattere gli oneri burocratici rendendoli proporzionati ai livelli di rischio e cancellare gli adempimenti meramente formali, mantenendo solo quelli essenziali alla tutela di interessi rilevanti, riprogettare i procedimenti, velocizzandoli attraverso lo switch-off al digitale e valorizzando le certificazioni di qualità e ambientali, e standardizzare su tutto il territorio le loro modalità di svolgimento».

Fonte: Il Sole 24 Ore

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