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Le province non possono più assumere

Il processo di riduzione e razionalizzazione delle province, varato dal decreto legge della spending review dello scorso anno, non si è certo arrestato, ma ha subito soltanto uno spostamento temporale. Ne discende che, ad oggi, è operante in capo alle province il divieto alle stesse di procedere ad assunzioni di personale a tempo indeterminato. Inoltre, in considerazione della ratio della disposizione legislativa, che è quella di «cristallizzare» la struttura delle risorse umane delle province in vista della loro soppressione, non è altrettanto possibile assumere a tempo indeterminato personale appartenente alle cosiddette categorie protette, ex legge n.68/1999. Non ammette repliche la conclusione cui è pervenuta la sezione autonomie della Corte dei conti, nel testo della deliberazione n. 25 del 29 ottobre scorso, con cui ha fatto chiarezza su un aspetto particolare del travagliato iter di riduzione e soppressione delle province, rispondendo a due quesiti posti dalla Corte conti Emilia Romagna. Il primo, se sia ancora vigente il divieto di assumere personale a tempo indeterminato da parte delle province. Il secondo, se tale divieto ricomprenda anche le unità di personale aventi diritto al collocamento obbligatorio, quale appartenenti alle categorie protette previste dalla legge n.68/99. Come si ricorderà, con l’articolo 16, comma 9 del dl n. 95/2012, le province, nelle more dell’attuazione delle disposizioni di riduzione e razionalizzazione, si è disposto il divieto per le province di assumere personale a tempo indeterminato. Con il dl n. 188/2012, poi, si era provveduto a dare corso a queste disposizioni, ma tale dl non fu poi convertito in legge. L’obiettivo del legislatore di provvedere alla riduzione e soppressione degli enti provinciali non è stato abbandonato, in quanto, nella legge di stabilità per il 2013 (all’articolo 1, comma 115), a causa della mancata conversione in legge del predetto dl n. 188, si è rinviato al 31 dicembre 2013, l’attuazione delle norme di razionalizzazione e riduzione degli enti provinciali. Sulla scorta di questo quadro normativo, la sezione regionale di controllo dell’Emilia Romagna della Corte ha chiesto una pronuncia definitiva della sezione autonomie, posto che altra sezione regionale della Corte (Corte conti Lombardia, nel parere n. 44/2013) ha ammesso le assunzioni di personale a tempo indeterminato, in quanto «il ridimensionamento delle province doveva intendersi arrestato». La sezione autonomie non ha condiviso tale assunto. L’articolo 16 del decreto legge n. 95/2012 è tuttora in vigore, non appare né arrestato né abbandonato, anzi, procede con le migliori intenzioni, tenuto conto che il 20 agosto scorso il governo ha depositato un ddl recente misure di abolizione delle province. Il legislatore ha solamente rinviato l’adozione delle misure di ridimensionamento delle province al 31 dicembre 2013, con la conseguenza che le stesse non possono assumere personale a tempo indeterminato. Sulla stessa lunghezza d’onda le considerazioni relative all’assunzione di personale appartenente alle categorie protette. Nonostante la legge n. 68/99 ne disponga l’obbligatorietà, ci si trova di fronte al volere del legislatore di «cristallizzare» il personale delle province, in vista della loro soppressione.

Fonte: Italia Oggi

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