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Esuberi statali, entro il 4 ottobre le nuove piante organiche

La data limite è il 4 ottobre per i ministeri e venerdì 28 settembre, cioè dopodomani, per gli enti pubblici (inclusa la Ricerca ma non i ricercatori e i tecnologi) e le Agenzie dell’amministrazione centrale.
E’ il fischio d’inizio, il segnale chiaro e inequivocabile che la spending review per la riduzione del 20% delle piante organiche dei dirigenti e del 10% della spesa per il personale non dirigenziale in organico, è partita in concreto.
Si entra nel vivo di un processoche dovrà concludersi entro il 31 ottobre con il Dpcm (decreto del presidente del consiglio dei ministri) cui sarà affidato il compito più doloroso e cioè quello di mettere nero su bianco le cifre delle nuove piante organiche.
Sommariamente, il ministro della Funzione pubblica aveva parlato in agosto di circa 24.000 esuberi ipotizzabili nell’intero comparto della Pubblica amministrazione, di cui 11.000 nei ministeri e il resto negli enti locali.
Esuberi virtuali in assenza di una mappa precisa oggi inesistente, proprio quella che ministeri, enti e agenzie dovranno ora presentare secondo un calendario molto preciso.
L’entità degli esuberi potrà essere bilanciata da compensazioni tra i diversi uffici di una stessa amministrazione o, in verticale, tra ministeri e enti vigilati.
Entro il 31 dicembre dovranno essere adottati i piani previsionali con l’indicazione dei posti in soprannumero non riassorbibili.
Entro il 31 marzo (il termine qui è indicativo) si avviano i processi di mobilità guidata.
La circolare con le linee di indirizzo e i criteri applicativi per la «Riduzione delle dotazioni organiche delle pubbliche amministrazioni» è stata pubblicata ieri sul sito della Funzione pubblica e inviata a tutte le amministrazioni e enti interessati.
Il ministro Filippo Patroni Griffi l’ha firmata ieri dopo avere ribadito, anche nell’incontro avuto con i sindacati nel pomeriggio, che «l’operazione si presenta complessa perché il governo intende realizzare una revisione razionale della spesa attraverso tagli mirati e non lineari, ricorrendo al metodo della compensazione».
Ragionamento che però non ha convinto Cgil e Uil che hanno confermato lo sciopero generale del pubblico impiego già da tempo fissato per dopodomani.
«Il problema K hanno detto i sindacalisti all’uscita K è che non si interviene riorganizzando ma tagliando le dotazioni organiche».
Opinione non condivisa dalla Cisl che invece ha apprezzato i contenuti scaturiti dall’incontro.
A Palazzo Vidoni si è parlato dei precari e delle relazioni sindacali nel pubblico impiego.
Tra le proposte presentate dal ministro, vi è per esempio la possibilità di ridurre l’intervallo per il rinnovo dei contratti a tempo determinato o in alternativa di prolungare la loro durata (oggi mediamente di sei mesi).
Il ministro ha anche indicato la possibilità, ma senza fornire impegni specifici a detta della Uil, di destinare i risparmi di spesa a finanziare contratti integrativi decentrati.

Fonte: Il Messaggero

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