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Dirigenti troppo vecchi

I punti salienti della riforma della p.a. annunciata dal governo dopo l’ultimo consiglio dei ministri riprendono molte delle richieste che da anni l’Anci presenta. Siamo pronti a confrontarci, convinti che le riforme possano avere successo solo se si fanno partendo dal basso e nel rispetto delle autonomie locali. Per questo apprezziamo il metodo del coinvolgimento e della condivisione, e attendiamo di avviare gli incontri di approfondimento che i ministri Lanzetta e Madia hanno assicurato. La riforma della dirigenza di vertice e il rafforzamento delle figure apicali degli enti sono obiettivi che i comuni auspicano. In particolare, la revisione dello status dei segretari comunali è un’urgenza rispetto alla quale l’associazione ha presentato una proposta organica ai precedenti governi, con l’obiettivo di dotare le amministrazioni di una dirigenza forte. Se è irrinunciabile la figura del segretario, è altrettanto vero che questa deve adeguarsi alle esigenze di una moderna amministrazione degli enti locali. Il segretario quale figura dirigenziale apicale e di coordinamento della dirigenza, scelto sempre attraverso lo spoil system, è un primo passo in tal senso. Vi è inoltre l’esigenza di procedere a un rinnovamento generazionale nel comparto pubblico: per fare un esempio, nei comuni oltre il 50% del personale ha più di cinquant’anni, nel sottoinsieme dei dirigenti questa percentuale supera il 70%. Ma si tratta di dinamiche innescate da precise scelte normative che abbiamo cercato di cambiare in ogni occasione utile, in un’accesa dialettica con i tanti interlocutori che si sono succeduti negli ultimi dieci anni. La situazione non potrebbe essere diversa visto il blocco dei turnover, che ha azzerato il ricambio generazionale, e il blocco della contrattazione, che ha sterilizzato i sistemi di valutazione delle performance e mortificato il personale degli enti. Su tutti questi temi l’Anci ha già fatto proposte precise ed è pronta al confronto con il governo.

Fonte: Italia Oggi

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