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Bonus bebè mensile e retromarcia sulle pensioni

Una clausola di salvaguardia per 12,4 miliardi a partire dal 2016 farà da “sentinella” ai tagli previsti dalla spending review. Il governo ha tenuto duro sulla misura, nonostante le pressioni che venivano dalla Ragioneria generale dello Stato per anticipare il “catenaccio” al prossimo anno. Lo sforzo, precisato nel testo finale, consegnato ieri debitamente “bollinato” al Quirinale, prevede un aumento dell’Iva: potrebbe andare dal 10 al 13 per cento e dal 22 al 25,5 per cento. Anche se fonti del governo assicurano che «non ci sarà bisogno di farla scattare». La manovra resta di 36 miliardi, di cui 11 in deficit, 15 di spending review e 3,8 di lotta all’evasione fiscale.

IL BONUS BEBÈ MENSILE DA 80 EURO
Il bonus bebè sarà di 960 euro annui, 80 euro al mese, sarà destinato ai figli naturali ed adottivie potranno goderne le mamme che hanno un reddito familiare fino a 90 mila euro valutato secondo l’Isee. Polemiche delle ultime ore avevano diviso il governo tra chi voleva una erogazione una tantum e chi voleva, come Renzi, un pagamento mensile. Il ministero dell’Economia ieri ha precisato con un tweet che il tetto di reddito resta di 90 mila euro e che l’erogazione sarà mensile.

Le modalità del bonus – stabilisce il testo finale – saranno comunque definite da un decreto della Presidenza del Consiglio.

RETROMARCIA SUL PAGAMENTO DELLE PENSIONI INPS
Lo slittamento dell’erogazione delle pensioni Inps al 10 del mese che ha fatto infuriare i sindacati, interesserà 800 mila persone con il doppio assegno InpsInpdap (che hanno lavorato sia nel pubblico che nel privato). La retromarcia, rispetto alle indicazioni iniziali,è stata precisata dal Tesoro che ha assicurato che per gli altri 15 milioni di pensionati le regole non cambiano e che continueranno a riscuotere l’assegno il primo del mese.A correggere le intenzioni del governo è stata la levata di scudi del sindacato.

ANCORA SCONTRO CON LE REGIONI
Piccolo giallo, alla fine risolto, legato sulla convocazione dell’incontro di oggi a Palazzo Chigi. La riunione in un primo momento rinviata con un rimpallo di responsabilità è stata riconvocata dopo l’intervento del presidente della conferenza delle Regioni Sergio Chiamparino. E’ stato invece rinviato al 30 ottobre l’incontro con l’Anci, l’associazione dei Comuni presieduta da Piero Fassino. La partita resta calda perché le Regioni continuano a lamentare i tagli di 4 miliardi che andrebbero a toccare anche sanità e trasporto pubblico locale. Nel giorni scorsi contatti informali avevano fatto ipotizzare un compromesso con la rinuncia all’aumento di 2 miliardi del fondo sanitario nazionale e un prestitoponte da parte della Cassa depositi. Se l’incontro di oggi sarà confermato si partirà da questa proposta. Sul piatto potrebbero essere posti gli aumenti dei trasferimenti previsti dal patto triennale della salute che stanzia 109,9 miliardi di euro per il 2014 e che salea 112 nel 2015ea 115,4 nel 2016. Aumenti che ora, così come del resto il patto prevedeva, potrebbero essere congelati «in relazione al conseguimento degli obiettivi di finanza pubblica e a variazione del quadro macroeconomico». Insieme a questo potrebbe esserci un’accelerazione versoi costi standarde l’impegno a gestire la riorganizzazione della galassia delle società partecipate e controllate.
«Ci sono spazi per trattare? Se siamo stati convocati a Palazzo Chigi deduco di sì. Spero che si esca dalla logica di uno scambio di battute televisive e che si cominci a fare un lavoro insieme», ha detto ieri sera Sergio Chiamparino.

SALE IL TETTO PER ASSUNZIONI A ZERO CONTRIBUTI
Zero contributi per i nuovi assunti: il tetto salea 8.060 euro per lavoratore. Nel vecchio testo il tetto era fissato a 6.200 euro e interessava uno stipendio minimo di 1.200 euro al mese, con la misura si salirà del 20 per cento. La misura scatterà dal primo gennaio del prossimo anno, sarà valida per tre anni e per un periodo massimo di trentasei mesi.

I NUMERI

80 EURO BEBÈ
Sarà di 80 euro al mese, ovvero 960 euro all’anno. Interesserà le famiglie con un reddito di 90 mila euro annui Isee 8.060

ASSUNZIONI
Il tetto per beneficiare delle assunzioni a contributi zero sale dai 6.200 euro (1.200 di stipendio mensile) a 8.060 800 mila

PAGAMENTO INPS
Sanno 800 mila pensionati, Inps e Inpdap, e non tutti, a subire lo slittamento al 10 del mese del pagamento 4 mld

REGIONI
Oggi incontro con le Regioni a Palazzo Chigi per rimodulare i contenuti del taglio di 4 miliardi previsto dalla Stabilità 25,5%

CLAUSOLA IVA
Se non saranno rispettati i tagli dal 2016 scatta l’aumeto Iva. La Rgs avrebbe voluto un anticipo al 2015 della blindatura

 

Fonte: La Repubblica

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