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Arriva il codice della p.a.

Ventata d’aria fresca per la pubblica amministrazione. Il consiglio dei ministri ha approvato ieri uno schema di dlgs che reca il Codice della pubblica amministrazione, predisposto in attuazione della delega conferita al governo dalla legge per la codifi cazione in tale settore (n. 174 del 2011). Il codice è suddiviso in quattro libri: Principi fondamentali, Attività amministrativa, Lavoro alle dipendenze delle amministrazioni pubbliche, Disposizioni fi nali e abrogazioni. E disco verde anche a un dlgs che integra il Codice del processo amministrativo, in attuazione della delega conferita a tal fi ne al governo. Il testo è stato redatto dall’apposita commissione istituita nell’ambito del consiglio di stato e tiene conto delle prime fasi di applicazione e delle richieste provenienti dagli operatori. Particolarmente innovativo, spiega una nota di palazzo Chigi, l’intervento che riguarda il rito elettorale, di cui s’intende modifi care l’impostazione per coordinarla con quella rilevabile dagli spunti forniti dalla recente sentenza della Corte costituzionale (n. 236 del 2010) in materia di impugnativa degli atti del procedimento preparatorio alle elezioni amministrative. Il consiglio dei ministri ha anche approvato i seguenti provvedimenti, «in quanto di imminente scadenza ovvero con testi defi niti»: un decreto legislativo che dà attuazione alla direttiva europea 2009/81, per un nuovo quadro legislativo in materia di aggiudicazione degli appalti pubblici nei settori della difesa e della sicurezza, con garanzia delle informazioni, degli approvvigionamenti e una maggiore flessibilità delle procedure; uno schema di decreto legislativo per il riordino della Croce rossa italiana, in attuazione della delega conferita al governo dalla legge n. 183 del 2010, che ne prevede una nuova organizzazione territoriale finalizzata a garantirne maggiore effi cienza operativa e fi nanziaria; uno schema di decreto legislativo che riordina la normativa in materia di pesca e acquacoltura; uno schema di decreto legislativo per la revisione della normativa di principio in materia di diritto allo studio e valorizzazione dei collegi universitari legalmente riconosciuti, in attuazione della apposita delega conferita al governo; un regolamento per la disciplina del trattamento economico dei professori e dei ricercatori universitari, sul quale sono stati acquisiti i pareri del consiglio di stato e delle commissioni parlamentari.

Fonte: Italia Oggi

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